JIMMY HASTY: La tragica storia del “bomber” con un braccio solo

Ottobre 1960.

Jim Malone, Presidente del Dundalk F.C., squadra della Prima Divisione irlandese, si presenta alla riunione della dirigenza indetta per quella mattina assai più eccitato del solito.

Prende immediatamente la parola.

“Signori, ho trovato il ragazzo che ci aiuterà a tornare finalmente ai vertici del campionato”.

Una frase di questa portata, detta dal solitamente equilibrato “Chairman” dei “Lilywhites” non può non lasciare indifferenti i dirigenti del Club.

Inizia a raccontare quello che ha visto di questo ragazzo in una partita del Newry Town, piccola squadra dilettantistica che gioca appena aldilà del confine e nella quale il ragazzo in questione lo ha letteralmente impressionato.

“E’ alto, forte fisicamente, è intelligente e nel gioco aereo è praticamente insuperabile” è la descrizione che ne fa il Presidente Malone.

“Il suo nome è Jimmy Hasty e dobbiamo acquistarlo immediatamente” conclude senza tanti giri di parole il massimo dirigente del Dundalk.

A questo punto uno dei dirigenti chiede la parola.

“Si Jim, ho sentito parlare anch’io di lui. Sarà pure bravo … ma gli manca un braccio !”

“E’ vero” risponde senza scomporsi Malone “ma a parte che a calcio si gioca con i piedi noi dobbiamo semplicemente acquistarlo lo stesso”.

Ne viene fuori una agguerrita discussione.

Pare che qualcuno dei dirigenti vada anche oltre i limiti “Non abbiamo bisogno di mostri in squadra”.

Non capita spesso che il potente Jim Malone venga messo in minoranza ma è esattamente quello che accade in questa occasione.

Nessun problema cari dirigenti” afferma Malone quando riprende la parola dopo la improvvisata votazione.

“Ho già acquistato Jimmy Hasty con il mio denaro personale. Non ci sarà bisogno di quello del Club”.

Sarà una delle decisioni più felici nella storia del Dundalk F.C.

Jimmy Hasty diventerà ben presto l’uomo più importante della squadra.

I suoi gol e la sua capacità di fare da riferimento avanzato per i compagni diventeranno fondamentali nell’economia del gioco del team.

Il suo impatto è eccellente. Segna nel match d’esordio contro il Cork e poco più di un mese dopo segnerà il gol decisivo nella finale della Leinster Senior Cup con uno splendido colpo di testa.

Le gesta del “centravanti con un braccio solo” fanno in breve il giro dell’Irlanda intera e il piccolo Oriel Park, lo stadio che ospita le partite casalinghe del Dundalk, diventa gremito per ogni partita casalinga dei “Lilywhites” e anche nei match in trasferta la gente accorre per vedere in azione Hasty.

Intanto la squadra cresce e migliora di stagione in stagione e nella primavera del 1963 il Dundalk, si trova, dopo ben trent’anni di astinenza, con la grande possibilità di conquistare il titolo, il secondo della sua storia.

Nella loro ultima partita della stagione, il 4 aprile del 1963, il Dundalk è in trasferta contro il Bohemians.

La partita dovrebbe essere poco più di una formalità.

I rossoneri di Dublino sono infatti ultimi in classifica, con solo 7 punti all’attivo, frutto di una sola vittoria in tutto il campionato e di cinque pareggi in 17 partite di campionato.

A cinque minuti dalla fine invece i “Bohs” sono in vantaggio per due reti a zero e per i tifosi del Dundalk si prospetta l’ennesima delusione.

Nel finale però arrivano in rapida successione le due reti che ridanno speranza al Dundalk che però ora deve attendere una settimana intera nella quale saranno in azione Waterford a Drumcondra, i due team che devono recuperare una partita a testa e che con una vittoria potrebbero strappare il titolo ad Hasty e compagni.

Non accadrà e il Dundalk potrà così festeggiare il secondo titolo della sua storia.

Un titolo vuol dire accedere alla Coppa dei Campioni.

Nel primo turno agli irlandesi toccano gli svizzeri dello Zurigo.

Match difficile ma non impossibile per gli uomini del Presidente Malone.

All’andata invece lo Zurigo fa un solo boccone degli inesperti ragazzi in maglia bianca e calzoncini neri.

Un tre a zero che non lascia speranze per la partita di ritorno.

Il Dundalk, privo anche di diversi titolari, arriva in Svizzera con un solo apparente obiettivo: evitare un’umiliazione.

Sfioreranno invece il miracolo.

Prima un gol di Dermott Cross su un pregevole assist di Jimmy Hasty e poi è lo stesso attaccante che in scivolata porta i suoi sul due a zero.

Passano pochi minuti e una botta dal limite dell’area dello stesso Hasty si va ad infrangere contro la traversa.

Sarebbe stato il tre a zero che avrebbe rimesso in assoluta parità il match.

Sarà invece lo Zurigo a segnare una rete che permetterà si agli svizzeri di passare il turno (in quella edizione arriveranno addirittura alla semifinale, perdendo solo dal poderoso Real Madrid di Gento e Di Stefano) ma per una squadra irlandese sarà comunque la prima vittoria in trasferta in una competizione europea.

In quella stessa stagione arriverà un secondo posto in campionato e per Jimmy Hasty la soddisfazione personale di trionfare nella classifica dei marcatori.

Hasty lascerà il Dundalk nel 1966 e giocherà ancora una stagione nel Drogheda prima di ritirarsi nel 1967.

Il suo score nel Dundalk racconta di 103 reti in 170 partite e una quantità incredibile di assist per i compagni di squadra, sia grazie alla sua abilità nel gioco aereo sia grazie alla sua grande tecnica e visione di gioco.

E’ l’11 ottobre del 1974. Il calcio è ormai nel passato di Jimmy Hasty.

Ora lavora in una casa editrice, ha sposato Maragert, l’amore fin dagli anni dell’adolescenza e ha due figli, Martin e Paul.

E’ mattina presto e Jimmy si sta recando al lavoro.

Sta camminando per Brougham Street.

Gli si avvicina un uomo.

Che gli spara tre colpi di pistola alla schiena.

Le strade sono quasi deserte. Il primo ad accorrere è un uomo che come Jimmy si sta recando al lavoro.

Si chiama George Larmour e fa il pubblicitario al Belfast Telegraph.

Chiede aiuto ma le strade sono ancora deserte.

Non sa chi sia l’uomo a terra ma cerca di rincuorarlo, lo copre con una coperta e lo tiene tra le braccia.

Quando arriva finalmente l’ambulanza Jimmy Hasty ha già raggiunto il suo Dio.

L’unica “colpa” di Jimmy Hasty era quella di essere cattolico e di essere un personaggio famoso.

Pur non facendo parte attivamente di nessuna organizzazione è l’obiettivo ideale per le frange più estreme dell’Ulster Loyalist Force.

Il suo assassino, come tanti in quel terribile periodo della storia dell’Irlanda del Nord, non verrà mai consegnato alla giustizia.

C’è un archivio che si chiama “Lost Lives” che raccoglie i nomi delle persone perite nei “Modern Troubles”, ovvero gli scontri iniziati in Irlanda del Nord alla fine degli anni ’60.

Per Jimmy Hasty c’è un numero: la vittima n° 1205.

ANEDDOTI E CURIOSITA’

Jimmy Hasty perse il braccio sinistro a quattordici anni.

Era il suo primo giorno di lavoro in un mulino nei pressi di Sailortown, un quartiere nei vicino al porto di Belfast dove Jimmy era nato e cresciuto. Impossibilitato a trovare un altro posto di lavoro mette anima e cuore nel calcio, vincendo con la sua bravura e la sua determinazione tutti i pregiudizi derivanti dal suo handicap.

Dopo venti minuti dal suo esordio contro il Cork pare che lo stesso dirigente che aveva vivacemente contrastato la scelta di acquistare Hasty decida di andare a parlare con il Presidente Malone.

“Jim, puoi prendere i soldi che hai speso per questo ragazzo dalle casse della società. Non credo che nessuno avrà nulla da obiettare”.

“Era incredibile vedere come si muoveva in perfetto equilibrio nonostante quel grave handicap” racconta di Hasty il suo compagno d’attacco Francie Callan.

“Aveva un incredibile controllo del pallone e grazie alla sua forza fisica (Hasty era alto 185 centimetri) attirava su di sé le attenzioni dei difensori avversari lasciando così più spazio per noi suoi compagni di reparto” aggiunge lo stesso Callan.

Il quale ricorda inoltre la scaltrezza di Hasty. “Jimmy era un fenomeno nel gioco aereo ma spesso usava la parte del braccio sinistro che gli era rimasta per appoggiarsi sui difensori avversari e darsi lo slancio per saltare … cosa che gli arbitri non potevano certo vedere !”

Il nome di Jimmy Hasty inizia a circolare anche in Inghilterra.

Pare che il Nottingham Forest per un certo periodo sia interessato al suo acquisto.

Si dice però che ci siano problemi di carattere assicurativo e alla fine non se ne farà nulla … per la gioia dei tifosi del Dundalk che poterono continuare a godersi il loro beniamino.

Non c’è un solo ex-compagno di squadra che non ricordi le doti umane di Hasty. “Era assolutamente umile e modesto. Disponibilissimo con tutti, tifosi in primis” ricorda sempre il suo compagno Francie Callan che aggiunge un ricordo assai più privato e toccante.

“Persi un figlio di pochi mesi. Jimmy mi fu vicino più di tutti gli altri. Un giorno arrivai a casa e trovai una lettera. L’aveva scritta lui. Era piena di amore e di compassione che solo un uomo di grande sensibilità come lui avrebbe potuto scrivere” racconta commosso il suo compagno di reparto nel Dundalk.

In Dock Street, a Belfast, c’è un locale.

Si chiama semplicemente “American Bar”.

E’ il classico locale britannico con articoli e ricordi calcistici un po’ ovunque.

Sciarpe di squadre europee e inglesi passate da quelle parti, foto di campioni del presente o del recente passato.

Ma dietro al bancone, in un luogo ben in vista per chiunque si avvicini ad ordinare una pinta c’è una foto in bianco e nero dove si vede un calciatore con un sorriso grande così che riceve un trofeo da un attempato signore con gli occhiali che altri non è che Jim Malone, Presidente del Dundalk e suo mentore.

Il trofeo è quello che viene consegnato al miglior calciatore irlandese della stagione 1964-1965.

A stringerlo forte nella mano destra è proprio lui, Jimmy Hasty.

Pedro Donald, il titolare del locale, ne spiega il motivo.

“E’stato quando abbiamo acquistato il bar che abbiamo saputo che Jimmy era un ragazzo nato e cresciuto in questo quartiere. Voglio che tutti quelli che entrano qui vedano questa foto … e che chiedano chi è quel calciatore perché questa storia devono conoscerla tutti da queste parti”.

La storia non finisce qui.

E’ ancora l’11 ottobre, ma di quattordici anni dopo.

George Larmour, l’uomo che per primo soccorse Hasty, ha nel frattempo aperto una gelateria. Dopo mesi di intenso lavoro per avviare l’attività George e la moglie Sadie decidono di prendersi qualche giorno di vacanza.

George chiede al fratello John di occuparsi della gelateria.

John è un poliziotto della RUC, la Royal Ulster Constabulary, che si è preso qualche giorno di licenza per mandare avanti l’attività del fratello.

Poco prima della chiusura arrivano due clienti. Uno entra e chiede un gelato, l’altro rimane ad attenderlo sulla porta.

John non fa in tempo a preparare il gelato che viene colpito da quattro colpi di arma da fuoco.

Morirà pochi secondi dopo.

I suoi assassini sono membri dell’IRA, l’Esercito Repubblicano Irlandese.

E anche loro, come chi uccise Jimmy Hasty, non pagheranno mai per questo omicidio.

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Remo Gandolfi è nato e vive a Parma. Ha un patentino di allenatore messo in qualche ripostiglio a prendere polvere, ama il calcio, il ciclismo, la musica rock, la storia contemporanea, l’Argentina, tutti i piatti con il tartufo e la Guinness. E sull'amato pallone la pensa esattamente come Angel Cappa, figura romantica del calcio argentino: “Non si può ridurre il calcio solo al risultato, come non si può ridurre l’amore solo all'orgasmo”.

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