BRYAN ROBSON: un capitano di poche parole

Agli Europei in Germania del 1988 per la Nazionale inglese fu un autentico disastro. Tre partite e tre sconfitte contro Eire, Olanda e URSS.

E’ Gary Lineker che anni dopo racconta questo curioso aneddoto, tenuto, per vari motivi, “segreto” per molti anni.

“Eravamo in un pub con tutta la squadra a leccarci le ferite per quel disastroso europeo. Classica occasione per fare gruppo e affogare con qualche pinta la delusione per le prestazioni offerte. Peter Shilton, come suo costume, iniziò a lamentarsi del gioco della squadra puntando il dito su praticamente ogni membro del team. Ad un certo punto Bryan Robson si alzò dalla sua sedia. Non disse nulla. Si avvicinò a Shilton e gli sferrò un pugno dritto in faccia. Shilton andò in terra come un albero appena tagliato. Robbo tornò a sedersi. Nessuno aprì bocca.

Posso però confermare che non ricordo più un solo lamento di Shilton verso i proprio compagni !”.

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Remo Gandolfi è nato e vive a Parma. Ha un patentino di allenatore messo in qualche ripostiglio a prendere polvere, ama il calcio, il ciclismo, la musica rock, la storia contemporanea, l’Argentina, tutti i piatti con il tartufo e la Guinness. E sull'amato pallone la pensa esattamente come Angel Cappa, figura romantica del calcio argentino: “Non si può ridurre il calcio solo al risultato, come non si può ridurre l’amore solo all'orgasmo”.

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