RONALDO e la differenza di opinioni

Ronaldo Luis Nazario de Lima è stato senza margine di discussione uno dei più grandi attaccanti della storia del calcio moderno.

Una potenza esplosiva, una tecnica sublime ed una freddezza sotto porta davvero straordinaria.

Gli infortuni ne hanno purtroppo condizionato in maniera determinante una carriera superba ma che avrebbe potuto (e dovuto) essere di un altro spessore.

Si può tranquillamente affermare che il “vero” Ronaldo fu quello ammirato tra il 1993 e il 1998, ovvero quello tra il suo ultimo anno in Brasile e il suo primo in Italia con l’Inter di Milano.

Quello visto in seguito, pur restando un attaccante di valore assoluto, è stato un Ronaldo che compensava con la classe, la tecnica e il “mestiere” un fisico che non gli permetteva più quei cambi di ritmo obiettivamente mai visti prima di allora in un campo di calcio.

Durante il suo periodo al Real Madrid, sicuramente proficuo a livello di reti (104 in 177 partite ufficiali), in termini di soddisfazioni personali (Pallone d’oro nel 2002) e di trofei (un campionato, un trofeo intercontinentale e una coppa di Spagna) non è stato certamente lo stesso giocatore di meno di un lustro prima.

E’ lo stesso Ronaldo, ragazzo intelligente e ironico, a riassumere nella maniera migliore il suo periodo madrileno.

Quando segnavo ero un grande. Quando non segnavo ero grasso”.

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Remo Gandolfi è nato e vive a Parma. Ha un patentino di allenatore messo in qualche ripostiglio a prendere polvere, ama il calcio, il ciclismo, la musica rock, la storia contemporanea, l’Argentina, tutti i piatti con il tartufo e la Guinness. E sull'amato pallone la pensa esattamente come Angel Cappa, figura romantica del calcio argentino: “Non si può ridurre il calcio solo al risultato, come non si può ridurre l’amore solo all'orgasmo”.

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