La rovesciata volante è considerata giustamente uno dei gesti più spettacolari del calcio.

Gol segnati in questo modo sono destinati ad entrare nella leggenda di questo sport.

Quello di Cristiano Ronaldo contro la Juventus per citare solo uno dei più recenti ma sono tanti gli appassionati di questo sport che ricordano le prodezze di Marco Van Basten, Slatan Ibrahimovic, di Wayne Rooney, di Enzo Francescoli, di Andy Carroll o di Gareth Bale.

E qui in Italia nessuno si può dimenticare la prodezza di Mauro Bressan contro il Barcellona o, per chi ha qualche anno in più, le famose rovesciate di Roberto Boninsegna o di Gigi Riva.

Ma quando è nata la “chilena” come viene chiamata in Spagna e in tutto il Sudamerica ? E soprattutto chi fu “l’inventore” e capostipite di questo bellissimo gesto atletico ?

Fu nel 1927, durante un tour nella Penisola Iberica del Colo Colo, il più importante club del Cile, che fu coniato questo nome.

Accadde infatti che durante uno di questi incontri (pare contro l’Atletico Madrid ma le fonti sono discordanti) l’attaccante cileno David Arellano segnò una rete proprio grazie a questa finora sconosciuta “giocata”.

I cronisti spagnoli dell’epoca, spiazzati e stupiti da questo gesto atletico, la ribattezzarono “Chilena” proprio in onore della nazionalità di colui che per primi si rese capace di eseguire questa tecnica.

In realtà pare che Arellano abbia avuto un predecessore e proprio nel suo stesso Paese.

Si racconta infatti che un calciatore cileno di origini basche, Ramon Unzaga, già nel 1914 praticava regolarmente questo tipo di “acrobazia”.

In ogni caso si parla sempre del Cile come paese di origine e “chilena” sarà sempre il nome con cui verrà identificato questo gesto atletico.

… anche se il più grande “specialista” per molti osservatori è stato un messicano se non altro per il numero di reti segnate in questo modo.

Il suo nome è Hugo Sanchez.

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Remo Gandolfi

Remo Gandolfi è nato e vive a Parma. Ha un patentino di allenatore messo in qualche ripostiglio a prendere polvere, ama il calcio, il ciclismo, la musica rock, la storia contemporanea, l’Argentina, tutti i piatti con il tartufo e la Guinness. E sull'amato pallone la pensa esattamente come Angel Cappa, figura romantica del calcio argentino: “Non si può ridurre il calcio solo al risultato, come non si può ridurre l’amore solo all'orgasmo”.

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