Per molti è stato l’attaccante più forte del calcio moderno.

Aveva semplicemente TUTTO.

Potenza, tecnica e velocità.

Come disse qualcuno “Riesce a fare ai 100 all’ora quello che gli altri non riescono a fare a 10”.

Di certo un fisico potente ma al tempo stesso “delicato” ne ha condizionato il rendimento per buona parte della carriera.

Ma è altrettanto certo che un Ronaldo al 100% della condizione fisica è stato un autentico spettacolo per tutti gli amanti del calcio in ogni angolo del pianeta.

Ragazzo buono e disponibile che non ha mai nascosto la sua voglia di vivere il più possibile una vita “normale” oltre ad una certa idiosincrasia per allenamenti duri e rispetto di orari e doveri.

A seguire abbiamo raccolto una serie di aneddoti e dichiarazioni, sue e di chi lo ha conosciuto da vicino che ce lo renderanno ancora più “umano” e vicino.

CARRIERA

“Iniziai a giocare a calcio indoor che avevo 9 anni. Un paio di anni dopo i miei genitori si separarono. A 17 anni guadagnavo già abbastanza soldi per mantenerli entrambi”.

“Sono convinto che i miei infortuni sono dovuti anche al fatto che sono stato allenato male, soprattutto all’inizio della mia carriera. Pretendevano che corressi per dei chilometri negli allenamenti di gruppo, quasi fossi Cafù o il mio amico Roberto Carlos. Ma era come chiedere ad un centometrista di correre la maratona”.

ALLENATORI

«Bobby Robson è stato il migliore di tutti. Mi volle lui al Barcellona e per me fu come un padre.

Era un uomo buono, onesto e leale.

E come allenatore era straordinario. Ti trasmetteva tutto il suo entusiasmo e gran parte delle cose che ho imparato sul mestiere di attaccante me le ha insegnate lui.

Quando il Barcellona lo scaricò per far posto a Van Gaal ci rimasi malissimo.

Avrei potuto imparare ancora tanto».

Assai diversa l’opinione su Fabio Capello.

«Capello non era particolarmente “listo”.

«Non posso dire che sia tra gli allenatori migliori che io abbia mai avuto»

Con Arrigo Sacchi ebbi diversi scontri, soprattutto in ambito disciplinare.

«In una settimana mi capitò di arrivare due volte in ritardo all’allenamento. La prima volta mi fece una ramanzina di un quarto d’ora e poi mi diede una multa.»

«La seconda volta stava già ripartendo con la consueta predica. Lo fermai. “Mister, o la predica o la multa. Tutte e due non posso reggerle !”.


Molto divertente anche un aneddoto raccontato stavolta da Arrigo Sacchi su Ronaldo.

“Al termine di una partita andammo a vedere i dati statistici. Ronaldo nei 90 minuti aveva corso meno di Iker Casillas. Ovviamente lo feci presente a Ronaldo”

“Mica è colpa mia se abbiamo un portiere così mobile !” fu la brillante risposta del Fenomeno.

Tanta stima invece per Vicente Del Bosque.

«Un autentico signore, sempre sereno ed equilibrato. Organizzava la squadra ma ci lasciava la libertà di esprimerci in campo senza condizionarci troppo con schemi e movimenti studiati a tavolino. Non ho mai capito perché il presidente lo licenziò. Stava facendo un lavoro eccellente.

VITA NOTTURNA

Florentino Perez mi richiamò più volte in merito alla mia condotta fuori dal campo. Alla sera mi piaceva uscire e qualche volta (!) facevo tardi.

“Rony, ma c’è davvero bisogno di uscire così spesso ?” mi chiedeva il Presidente del Real Madrid.

“Guarda Figo, lui alla sera se ne sta praticamente sempre tranquillo in casa” mi disse una volta.

«Presidente, con tutto il rispetto: se avessi una moglie come quella di Figo le garantisco che starei a casa molto di più anch’io !»

ROBERTO CARLOS

Tra i ritiri con il Real Madrid e quelli con il Brasile ho perso il conto delle notti che ho dormito in una stanza con Roberto Carlos.

… di sicuro ne ho passate più con lui che con tutte le donne della mia vita !

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Remo Gandolfi

Remo Gandolfi è nato e vive a Parma. Ha un patentino di allenatore messo in qualche ripostiglio a prendere polvere, ama il calcio, il ciclismo, la musica rock, la storia contemporanea, l’Argentina, tutti i piatti con il tartufo e la Guinness. E sull'amato pallone la pensa esattamente come Angel Cappa, figura romantica del calcio argentino: “Non si può ridurre il calcio solo al risultato, come non si può ridurre l’amore solo all'orgasmo”.

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