LEIVINHA, IRIBAR e un gol nella leggenda

Quando si parla di grandi giocatori brasiliani raramente salta fuori il suo nome.

E è non solo un peccato … è un’autentica ingiustizia.

Joao Leiva Campo Filho “Leivinha” è stato uno dei più grandi calciatori brasiliani del 20mo secolo.

Purtroppo una carriera costellata di gravi infortuni e chiusa tristemente a 29 anni di età non gli ha permesso di raggiungere i “picchi” che la sua indiscutibile classe gli avrebbe permesso.

Ma nella storia del Palmeiras e dell’Atletico Madrid il suo nome è indelebile.

In Spagna Leivinha arriva nel settembre del 1975 a campionato iniziato.

Con lui c’è un altro eccellente calciatore brasiliano, Luis Pereira, anche lui nazionale e anche lui dal Palmeiras.

Tanto per darvi un’idea ecco l’esordio di Leivinha con i “Colchoneros” al Vicente Calderon.

In quella stagione Leivinha, che non era nemmeno un attaccante puro ma amava muoversi subito dietro la prima punta, terminò la stagione in Liga con 18 reti, secondo solo al grande bomber Enrique Quini.

Ma l’aneddoto che vogliamo raccontarvi accade qualche mese dopo l’esordio di Leivinha.

L’Atletico Madrid ospita in casa i baschi dell’Athletic Bilbao.

In porta per i biancorossi del San Mames c’è una gloria autentica: “El Chopo” José Angel Iribar, uno dei più grandi portieri della storia del calcio non solo iberico.

Sono trascorsi meno di venti minuti dall’inizio del match.

C’è un calcio d’angolo per i “Colchoneros”.

Si cerca la testa di Leivinha che nel gioco aereo è un’autentica minaccia.

Iribar esce e fa suo il pallone in presa.

Poi appoggia la sfera in terra, attendendo il piazzamento dei compagni prima di rinviare.

… il problema è che si dimentica completamente di Leivinha, che sullo slancio era finito ben oltre la linea di fondo.

Leivinha arriva di soppiatto alle spalle di Iribar e mentre questi si appresta a riprendere la sfera tra le mani per rinviare Leivinha gliela soffia e la deposita nelle rete sguarnita.

Una rete davvero particolare … e ancora più “particolare” il fatto che Leivinha, noto per la sua grande correttezza, limita molto la sua esultanza.

Anzi, si scusa con il grande portiere basco ovviamente in grande imbarazzo.

“Un portiere della sua bravura non merita di subire un gol così. Esultare mi sembrava completamente fuori luogo” dirà Leivinha a fine partita.

… partita che sarà un duello tra i due. Nella ripresa Iribar infatti parerà un calcio di rigore al brasiliano … che però pochi minuti dopo segnerà il gol del definitivo due a zero.

Leivinha e Iribar. Due grandi campioni di un calcio che non c’è più … ma che vi raccontiamo noi del “Nostro Calcio” !

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Remo Gandolfi è nato e vive a Parma. Ha un patentino di allenatore messo in qualche ripostiglio a prendere polvere, ama il calcio, il ciclismo, la musica rock, la storia contemporanea, l’Argentina, tutti i piatti con il tartufo e la Guinness. E sull'amato pallone la pensa esattamente come Angel Cappa, figura romantica del calcio argentino: “Non si può ridurre il calcio solo al risultato, come non si può ridurre l’amore solo all'orgasmo”.

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