TOMMY SMITH, PELE’ e quelli “duri” davvero !

“Quando giocai per la prima volta contro Pelè avevo 32 anni. Pelè ne aveva 37. Dissi a me stesso che ero fortunato ad incontrarlo così in là con gli anni in quanto avevo sentito meraviglie su di lui in passato.

Quanto mi sbagliavo.

Non riuscivo neppure ad arrivargli vicino.

Avevo giocato contro George Best diverse volte e in Europa non c’era nessuno più forte di  lui … anche se dopo un paio di calci ben assestati e qualche “consiglio” sussurrato all’orecchio generalmente Georgie si dava una calmata.

Pelé invece era semplicemente di un altro pianeta. E soprattutto non aveva paura di niente e di nessuno. Quello che “prendeva” te lo restituiva con gli interessi. Nessuna parola, nessuna protesta e nessuna minaccia. Ti picchiava e basta.

Il più grande di tutti … e in tutti i sensi.

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Remo Gandolfi è nato e vive a Parma. Ha un patentino di allenatore messo in qualche ripostiglio a prendere polvere, ama il calcio, il ciclismo, la musica rock, la storia contemporanea, l’Argentina, tutti i piatti con il tartufo e la Guinness. E sull'amato pallone la pensa esattamente come Angel Cappa, figura romantica del calcio argentino: “Non si può ridurre il calcio solo al risultato, come non si può ridurre l’amore solo all'orgasmo”.

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