JUAN MANUEL MORENO e l’importanza della conoscenza

Uno degli obiettivi principali quando abbiamo messo in piedi questo Blog è stato quello di scoprire noi stessi e poi di far conoscere la “Storia del Calcio” e i suoi protagonisti più importanti e magari meno conosciuti. Soprattutto in Sud America ce ne sono tantissimi che per motivi legati alla difficoltà di un tempo di reperire informazioni a noi sono poco o addirittura per nulla conosciuti. Arsenio Erico, Victor Legrotaglie, Elias Figueroa, Leivinha, Hector Yazalde, Roberto Batata, Paulo Cesar Lima sono solo alcuni di quelli che vi abbiamo raccontato e che continueremo a raccontarvi.

Uno di questi è un calciatore che ha questo tipo di riconoscimenti e che per molti qui in Europa è, quando va bene, solo un “nome” magari difficilmente riconducibile a qualcosa di preciso.

Questo signore si chiama Juan Manuel Moreno.

Josè Manuel Moreno, nome praticamente sconosciuto in Europa, è  considerato uno dei più grandi calciatori sudamericani di tutti i tempi.

La prestigiosa FEDERAZIONE INTERNAZIONALE DI STORIA E STATISTICA DEL CALCIO lo ha inserito al 5° posto tra i calciatori sudamericani del 20mo secolo. Davanti a lui solo Pelè, Di Stefano, Maradona e Garrincha.

L’altrettanto famosa rivista inglese “FOURFOURTWO” nella classifica dei 100 migliori calciatori di tutti i tempi colloca Moreno al 31mo posto … davanti, per intenderci, a gente come Stanley Matthews, Gianni Rivera, Rivelino, Roberto Baggio, Alberto Schiaffino e ai suoi connazionali Omar Sivori, Daniel Passarella, Adolfo Pedernera e Mario Kempes.

… le statistiche ci hanno detto che nel Ventesimo secolo “El Charro Moreno” è stato il 5° miglior calciatore del Sudamerica.

Però ai pochi “vecchi” rimasti che potete incontrare nei bar o nei circoli di Buenos Aires non importano le classifiche, i numeri, o i Mondiali non giocati.

Perché chiunque vide giocare Josè Manuel Moreno giura e spergiura che MAI più nessuno, su un campo di calcio, fu migliore di lui.

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Remo Gandolfi è nato e vive a Parma. Ha un patentino di allenatore messo in qualche ripostiglio a prendere polvere, ama il calcio, il ciclismo, la musica rock, la storia contemporanea, l’Argentina, tutti i piatti con il tartufo e la Guinness. E sull'amato pallone la pensa esattamente come Angel Cappa, figura romantica del calcio argentino: “Non si può ridurre il calcio solo al risultato, come non si può ridurre l’amore solo all'orgasmo”.

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