DAVID GINOLA E LA SINCERITA’

David Ginola è stato uno dei calciatori francesi più forti degli ultimi 50 anni.

I tifosi del PSG, del Newcastle e del Totthenam lo hanno amato visceralmente. Le sue serpentine, i suoi cross, i suoi assist lo hanno reso uno dei calciatori più spettacolari ed ammirati del panorama internazionale nell’ultima decade del secolo scorso.

Dove purtroppo non è riuscito ad incidere è stato con la propria nazionale, la Francia, con la quale ha disputate un numero ridicolo di partite in proporzione alla sua bravura.

Il ricordo più brutto è legato ovviamente alla Nazionale e in particolare a quella maledetta sera al Parco dei Principi dove Ginola fu per molti il capro espiatorio della eliminazione della Francia ai Mondiali degli Stati Uniti.

«Sono cresciuto pensando che il calcio dovesse essere uno sport di squadra. Quella sera invece io ero diventato per tutti l’unico colpevole di quella sconfitta. A cominciare da Gerard Houllier e dai miei compagni di squadra che preferirono starsene in silenzio, lasciando che accusassero solo me di quella sconfitta»

Di grande onestà quanto dichiarato il giorno stesso del trionfo della sua Nazionale ai Mondiali di calcio.

«Il giorno della finale dei Mondiali di Francia del 1998 facevo il commentatore per BBC inglese. Quel giorno vidi i miei connazionali alzare la Coppa del Mondo, il sogno per ogni calciatore. Io sentivo che avrei dovuto essere lì. Quando tornai in albergo scoppiai in un pianto disperato. So bene di essere stato l’unico francese a piangere di tristezza quel giorno».

La storia di David Ginola è una delle 27 biografie di http://www.urbone.eu/obchod/mavericks-cult-heroes-del-calcio-britannico

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Remo Gandolfi è nato e vive a Parma. Ha un patentino di allenatore messo in qualche ripostiglio a prendere polvere, ama il calcio, il ciclismo, la musica rock, la storia contemporanea, l’Argentina, tutti i piatti con il tartufo e la Guinness. E sull'amato pallone la pensa esattamente come Angel Cappa, figura romantica del calcio argentino: “Non si può ridurre il calcio solo al risultato, come non si può ridurre l’amore solo all'orgasmo”.

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