Siamo nell’estate del 2004.

Si sta per giocare “El Clasico”.

Ma non quello celebrato a tutte le latitudini e che si gioca ogni anno al Bernabeu e al Nou Camp.

Stavolta è solo una partita giovanile in un triangolare che si disputa a Villareal.

I ragazzi del Barça e quelli del Real Madrid sono ospiti dello stesso albergo.

A raccontare questo gustoso aneddoto è Esteban Granero, all’epoca calciatore delle giovanili dei Real Madrid.

“Ero in ottimi rapporti con molti dei ragazzi del Barcelona avendo condiviso con loro diverse partite nelle nazionali giovanili. Uno di questi era Gerard Piqué, promettentissimo difensore centrale.

Ci incontrammo nei pressi della piscina dell’albergo dove erano alloggiate le nostre rispettive squadre.

Piqué mi viene incontro e mi dice che «Per voi è finita la pacchia ! Ce le avete suonate quasi sempre negli ultimi tempi ma le cose stanno per cambiare ! E’ arrivato uno bravo davvero che ci permetterà finalmente di battervi !”

Incuriosito chiedo a questo punto chi sia questo fenomeno.

Piqué mi indica un ragazzino, piccolissimo e tutto solo, seduto al bordo della piscina con i piedi nell’acqua.

Sapendo che Piqué era uno che amava scherzare mi feci una risata convinto che fosse solo una “broma” come diciamo qui in Spagna.

Quella fu la prima volta che vidi Lionel Messi.

Quando il giorno dopo scendemmo in campo mi accorsi che il mio amico Piqué non aveva affatto esagerato.

Faceva cose con il pallone incredibili e non c’era modo di togliergli il pallone dai piedi.

Vinsero loro per tre reti a zero.

Oggi, dopo oltre sedici anni, quel giorno mi torna in mente ogni volta che me lo trovo davanti.

…”Uno bravo davvero” lo definì Piqué quel giorno … e io che credevo mi prendesse in giro …”

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Remo Gandolfi

Remo Gandolfi è nato e vive a Parma. Ha un patentino di allenatore messo in qualche ripostiglio a prendere polvere, ama il calcio, il ciclismo, la musica rock, la storia contemporanea, l’Argentina, tutti i piatti con il tartufo e la Guinness. E sull'amato pallone la pensa esattamente come Angel Cappa, figura romantica del calcio argentino: “Non si può ridurre il calcio solo al risultato, come non si può ridurre l’amore solo all'orgasmo”.

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