LUCAS BOYE’

NOMELUCAS BOYE’
NAZIONALITA’ARGENTINA
DATA DI NASCITA28/02/1996
SQUADRA DI APPARTENENZAELCHE (Spa)
SCADENZA CONTRATTO30/06/2024
VALORE DI MERCATO20 milioni di Euro
RUOLOCENTRAVANTI (preferito) ESTERNO SINISTRO
STORIA E CARATTERISTICHEPuò stupire questo nome visto il suo parziale fallimento al Torino. Ceduto dai granata all’Elche per la ridicola cifra di 3.0 milioni di euro questo poderoso e tecnico attaccante è letteralmente esploso nelle ultime due stagione con i “Franjiverdes” e ora il valore del suo cartellino quasi decuplicato visto che la clausola fissata dagli spagnoli è di 25 milioni di euro. Cresciuto nelle giovanili del River Plate ha poi girovagato per il mondo fino a trovare in Spagna la definitiva maturazione. Il suo nome circola tra i grandi club della Liga, a cominciare dal Barcellona anche se Siviglia e Valencia paiono quelle più intenzionate a fare sul serio.
PUNTI DI FORZAFisico possente ma dotato di grande tecnica. Un eccellente controllo di palla, la capacità di giocare spalle alla porta, un tiro potente e preciso con entrambi i piedi e bravo, senza eccellere, nel gioco aereo. Ama molto lavorare fuori dall’area di rigore ma nelle ultime due stagioni la sua presenza in area avversaria si è fatta sentire maggiormente rispetto al passato.
LACUNENon essendo rapidissimo non ama i palloni in profondità e negli spazi ma preferisce il pallone sui piedi. Qualche infortunio di troppo a causa probabilmente di una struttura muscolare davvero massiccia.
CONSIGLIATO A:Tutte le squadre italiane di fascia medio/alta. Alla Fiorentina ad esempio, insieme ai connazionali Martinez Quarta e Nico Gonzalez potrebbe fare molto bene, così come nel Bologna del suo vecchio mister Mihailovic (che ha molta stima di Lucas) anche se difficilmente una squadra italiana avrà il coraggio di riprendere un “usato”. Se la condizione lo sorregge non è escluso di vederlo tra i convocati della Nazionale argentina ai prossimi mondiali.
VALUTAZIONE ATTUALE:85/100
VALUTAZIONE POTENZIALE:88/100

About Author /

Remo Gandolfi è nato e vive a Parma. Ha un patentino di allenatore messo in qualche ripostiglio a prendere polvere, ama il calcio, il ciclismo, la musica rock, la storia contemporanea, l’Argentina, tutti i piatti con il tartufo e la Guinness. E sull'amato pallone la pensa esattamente come Angel Cappa, figura romantica del calcio argentino: “Non si può ridurre il calcio solo al risultato, come non si può ridurre l’amore solo all'orgasmo”.

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