ANTONIO PUERTA

Un ragazzo con un futuro avanti a sé tutto da scoprire.

Grandi squadre che si erano interessati a quel mancino che a doti tecniche importanti aggiungeva corsa e “garra” tanto da farne uno dei più completi esterni sinistri di tutto il panorama mondiale … prima che il destino se lo portò via in giorno di agosto del 2007.

Antonio Puerta giocava nel “suo” Siviglia, la squadra della sua città, quella che amava e per cui faceva il tifo da bambino.

Tratto da http://www.urbone.eu/obchod/storie-maledette

Di lui restano due meravigliosi tributi.

Il primo è una statua nei pressi del Sanchez Pizjuan raffigurante Antonio ed eretta in suo onore nell’aprile del 2010, esattamente 4 anni dopo il suo storico gol allo Schalke 04 con una scritta sul basamento:

“Il tuo sinistro ci ha regalato un sogno che cambiò le nostre vite dando il via in quel momento ad uno dei periodi più gloriosi della storia del nostro amato Club. Grazie Antonio”.

Ma esiste ancora qualcosa di meglio, di più tangibile e toccante …

In ogni singola partita del Siviglia al minuto 16, il numero di maglia di Antonio, tutto il pubblico si alza in piedi, applaudendo e scandendo il suo nome.

Così, ogni bambino che entri per la prima volta in quel magnifico stadio, chiederà al papà “Chi era babbo Antonio Puerta ?” …

Conoscete una maniera migliore di tramandare una leggenda ?

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Remo Gandolfi è nato e vive a Parma. Ha un patentino di allenatore messo in qualche ripostiglio a prendere polvere, ama il calcio, il ciclismo, la musica rock, la storia contemporanea, l’Argentina, tutti i piatti con il tartufo e la Guinness. E sull'amato pallone la pensa esattamente come Angel Cappa, figura romantica del calcio argentino: “Non si può ridurre il calcio solo al risultato, come non si può ridurre l’amore solo all'orgasmo”.

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