MALCOLM MACDONALD, un esordio da sogno e un risveglio da incubo

Malcolm Madonald è stato uno dei più grandi centravanti inglesi del dopoguerra. Attaccante potente, velocissimo e forte in acrobazia. Al Newcastle giocò probabilmente il miglior calcio della sua carriera anche se le sue prime due stagioni all’Arsenal, che lo acquistò nel 1976 per la notevole somma di 333.333 mila sterline, furono di ottimo livello prima che un infortunio al ginocchio lo costrinse ad abbandonare l’attività nel 1979 a soli 29 anni.

Qui di seguito, tratto da http://www.urbone.eu/obchod/mavericks-cult-heroes-del-calcio-britannico il ricordo del suo esordio con il Newcastle del quale alleghiamo le immagini.

“Quello che accadde nella mia prima partita al St. James’ Park rimarrà per sempre nella mia memoria, visto che mai più nella mia carriera ho provato un’emozione simile.

C’erano 45.000 persone quel giorno e tutti erano lì per vedere il loro nuovo centravanti.

Ero teso come una corda da violino. Guardavo i giocatori più esperti come Frank Clark e Bobby Moncur e avevano l’espressione più tranquilla del mondo.

Capirono il mio stupore. «Tranquillo, Mac. Quassù da noi è così tutti i sabati» mi dissero. Non poteva essere vero.

Vincemmo quella partita per 3 a 2. Segnai tutti e tre i goal.

Da quel giorno, per tutto il meraviglioso popolo “Geordie”, ero diventato “SUPERMAC”».

Ma di quella stessa partita Macdonald conserverà anche un altro ricordo molto diverso.

«Ero lanciato a rete da solo contro Ray Clemence, il portiere dei Reds. Lo scavalcai con un pallonetto e, mentre mi apprestavo a segnare il mio quarto goal del match, mi arrivò un calcio in pieno volto che mi mandò completamente KO.

Svenni per qualche secondo e quando mi risvegliai, giuro, ero convinto di essere ancora a casa con mia moglie. Vidi un volto vicino ed ero convinto fosse quello della mia Julie.

“Tesoro, ho appena sognato di aver segnato tre goal al mio esordio contro il Liverpool” le dissi.

Solo che il volto non era quello di mia moglie Julie. Era quello del mio compagno di squadra Frank Clark.

“Non l’hai sognato brutto idiota del Sud. Li hai segnati davvero tre goal!” mi disse Frank riportandomi bruscamente alla realtà».

https://www.youtube.com/watch?v=skqVVIJdOAI&feature=youtu.be

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Remo Gandolfi è nato e vive a Parma. Ha un patentino di allenatore messo in qualche ripostiglio a prendere polvere, ama il calcio, il ciclismo, la musica rock, la storia contemporanea, l’Argentina, tutti i piatti con il tartufo e la Guinness. E sull'amato pallone la pensa esattamente come Angel Cappa, figura romantica del calcio argentino: “Non si può ridurre il calcio solo al risultato, come non si può ridurre l’amore solo all'orgasmo”.

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