BRIAN CLOUGH, MARTIN O’NEILL e una logica ferrea

Giocare sulla fascia destra del grande Nottingham Forest di Brian Clough non era esattamente una passeggiata.

Martin O’Neill, numero sette di quel Forest capace di trionfare in due successive Coppe dei Campioni, aveva già avuto i suoi vivaci scontri con Clough.

Una volta ad esempio alla domanda del perché il Forest attaccasse sempre a sinistra e praticamente mai dalla sua parte, quella destra, si sentì rispondere dal carismatico manager di Middlesbrough “Semplice, perché da quella parte gioca un genio”.

(che altri non era se non John Robertson, l’ala scozzese che Clough adorava e definiva semplicemente “il mio Van Gogh”).

Ci fu un’occasione in cui per il povero O’Neill andò ancora peggio.

Dopo tre settimane fuori dalla squadra titolare e spedito a giocare nel campionato “Riserve” un Martin O’Neill inferocito si presenta al cospetto di Clough.

“Ora vorrei proprio sapere perché sto giocando con la Seconda squadra ?!?!”

La risposta di Clough è nella leggenda.

“Semplice. Perché sei troppo bravo per giocare con la Terza …”

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Remo Gandolfi è nato e vive a Parma. Ha un patentino di allenatore messo in qualche ripostiglio a prendere polvere, ama il calcio, il ciclismo, la musica rock, la storia contemporanea, l’Argentina, tutti i piatti con il tartufo e la Guinness. E sull'amato pallone la pensa esattamente come Angel Cappa, figura romantica del calcio argentino: “Non si può ridurre il calcio solo al risultato, come non si può ridurre l’amore solo all'orgasmo”.

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