Roberto Perfumo è stato uno dei più grandi difensori della storia del calcio argentino.

Una bandiera per il Racing Club con i quali fra i vari titoli conquistò anche la Copa Libertadores e anche quella Intercontinentale. (in una drammatica e violenta sfida con gli scozzesi del Celtic) e un leader riconosciuto per il suo carisma, la sua personalità e la grande capacità di infondere tranquillità a tutto il reparto difensivo.

La sua carriera come detto è indissolubilmente legata all’Academia di Avellaneda … anche se le cose sarebbero potute andare assai diversamente.

Perfumo infatti era cresciuto nel settore giovanile del River Plate e con i “Millionarios” si era immediatamente distinto nelle giovanili per le sue indubbie qualità.

E’ un giovedì quando Ernesto Duchini, l’allenatore della prima squadra, lo convoca nel suo ufficio.

“Figliolo io ti ritengo pronto per la prima squadra. Dopodomani ti farò giocare dall’inizio contro il Chacarita Juniors”.

Il giovane Perfumo non sta nella pelle dalla gioia.

Arriva a casa e comunica la grande notizia ai famigliari.

Al sabato al Monumental ci sono tutti.

Parenti e amici di Roberto a supportarlo in un giorno così importante.

E’ il momento dell’appello dell’arbitro poco prima di scendere in campo.

Ad ogni calciatore viene chiesto come da prassi il documento di identità da presentare insieme alla lista ufficiale.

Perfumo “sbianca” letteralmente.

Inizia a frugare dappertutto.

Tutto inutile. La realtà è drammaticamente cruda: ha dimenticato il documento a casa e ormai non c’è più tempo per poterlo recuperare.

Duchini va su tutte le furie.

“Pibe, la prossima volta attaccatelo alle pa..e !!!

Il Manager del River non perdonò mai Perfumo per questa sua negligenza.

Pochi mesi dopo “El Mariscal” (questo il soprannome di Perfumo durante tutta la sua carriera) si trasferirà al Racing dove diventò per anni imprescindibile nel team ottenendo i risultati sopra citati.

Il suo sogno di giocare nel River riuscì comunque a realizzarlo.

Lasciato il Racing Club e dopo un’esperienza di tre anni nel calcio brasiliano nelle file del Cruzeiro arriva finalmente la chiamata dei “Millionarios”.

Perfumo ha già 31 anni ma le sue doti di “maresciallo” delle difese sono sempre le stesse.

E con lui a guidare il reparto difensivo per il River Plate arriva l’agognato successo nel Campionato Metropolitano del 1975 … ben diciotto anni dopo l’ultimo successo in Primera Division.

A fine carriera Perfumo si dedicherà anima e corpo alle sua grandi passioni: il calcio ovviamente (come allenatore per dodici stagioni), il giornalista (per canali come ESPN e Futbol Para Todos) e la politica attiva, militando nel “Partido Justicialista”, partito politico nato dalle ceneri del “Partido Peronista” e che aveva come primo obiettivo la giustizia sociale.

Perfumo ci ha lasciati nel marzo del 2016 per una emorragia cerebrale in seguito ad una caduta dalle scale di un ristorante di Buenos Aires.

Aveva 73 anni.

Infine giusto ricordare che fu titolare in tutti gli incontri disputati dalla nazionale Argentina sia ai Mondiali d’Inghilterra del 1966 che in quelli di Germania (in veste di capitano) del 1974.

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Remo Gandolfi

Remo Gandolfi è nato e vive a Parma. Ha un patentino di allenatore messo in qualche ripostiglio a prendere polvere, ama il calcio, il ciclismo, la musica rock, la storia contemporanea, l’Argentina, tutti i piatti con il tartufo e la Guinness. E sull'amato pallone la pensa esattamente come Angel Cappa, figura romantica del calcio argentino: “Non si può ridurre il calcio solo al risultato, come non si può ridurre l’amore solo all'orgasmo”.

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