E’ la seconda giornata di campionato della Liga 1991-1992. Di fronte, al Santiago Bernabeu, Real Madrid e Valladolid.

Durante la partita ci sono diversi screzi tra i calciatori delle due squadre e uno dei protagonisti è Carlos Valderrama, talento colombiano e stella del Valladolid.

Ad un certo punto del match Valderrama provoca Robert Prosinecki, il centrocampista croato delle Merengues.

“Perché non me lo tocchi ?” chiede in tono provocatorio il colombiano a Prosinecki … che però non capisce il castigliano.

Chi capisce benissimo quello che ha detto Valderrama è Michel, il numero 8 del Real Madrid che si trova nei paraggi.

“Cos’è che gli hai detto ?” chiede Michel a Valderrama.

“Che se vuole può toccarmelo” risponde il riccioluto Sudamericano che poi aggiunge “ma se lui non capisce non c’è problema … puoi toccarmelo tu”.

“Certo ! Io te lo tocco davvero !” risponde con impeto Michel.

Pochi minuti dopo c’è un calcio di punizione nei pressi dell’area del Real Madrid.

E Michel mantiene la promessa.

Per qualche giorno la foto, con commenti di varia natura, campeggia sui principali quotidiani sportivi (e non solo !) spagnoli, che si lanciano in interpretazioni decisamente “colorite”.

Anni dopo, appese le scarpette al chiodo, i due si ritrovano al Camp Nou, stavolta in borghese.

Valderrama è con la moglie e mentre Michel va loro incontro per un saluto il colombiano sussurra alla moglie “Preparati, sto per presentarti il mio ex-fidanzato”.

Michel scoppia a ridere.

E rincara la dose.

Guarda Valderrama dritto negli occhi e poi gli dice “Carlos, vuoi fuggire con me ?”

Stavolta la risata è generale … moglie di Valderrama compresa.

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Remo Gandolfi

Remo Gandolfi è nato e vive a Parma. Ha un patentino di allenatore messo in qualche ripostiglio a prendere polvere, ama il calcio, il ciclismo, la musica rock, la storia contemporanea, l’Argentina, tutti i piatti con il tartufo e la Guinness. E sull'amato pallone la pensa esattamente come Angel Cappa, figura romantica del calcio argentino: “Non si può ridurre il calcio solo al risultato, come non si può ridurre l’amore solo all'orgasmo”.

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