La FA CUP, il più antico trofeo della storia del calcio, è stata, almeno fino alla stagione 1990-1991, la competizione più affascinante e spettacolare dell’intero panorama calcistico.

Partita secca ma in caso di parità nel primo incontro il match doveva essere ripetuto, alternando generalmente i campi di gioco tra le due squadre coinvolte, fino a quando una delle due non avesse superato l’altra “sul campo” contribuendo in questo modo a scrivere pagine indimenticabili nella storia di questa manifestazione.

Niente calci di rigore, introdotti solo nella stagione 1991-1992 … a togliere gran parte del fascino davvero speciale di questa manifestazione.

Nella storia della FA CUP sono state tante le sfide interminabili che hanno contribuito a scriverne la storia con il record assoluto (6 incontri giocati per stabilire la vincente) tra Oxford City e Alvechurch.

Uno dei team “abbonati” a questo tipo di situazioni è stato sicuramente l’Arsenal.

Nel 1980 ai “Gunners” londinesi occorsero quattro incontri in semifinale per avere la meglio sul Liverpool di Kenny Dalglish, Ian Rush e Graeme Souness.

Lo stesso numero di incontri necessari anche nel 1990-1991, l’ultima stagione in cui i match dovevano essere rigiocati ad oltranza. Leeds e Arsenal pareggiarono i loro primi tre incontri. Nel quarto, giocato nella casa del Leeds United ad Elland Road furono i “Gunners” ad imporsi per due reti ad una.

Ma l’Arsenal riuscì a fare ancora meglio.

Durante la stagione 1978-1979 al terzo turno (il primo per le squadre di First Division) il sorteggio assegna a Brady e compagni lo Sheffield Wednesday, squadra all’epoca in Terza Divisione e da poche settimana guidata dalla panchina da Jack Charlton, l’uomo che poco più di dieci anni dopo portò l’Eire tra le prime otto nazionali del pianeta ai Mondiali italiani del 1990.

Il primo incontro, giocato all’Hillsborough di Sheffield il 6 gennaio del 1979, termina in parità.

Uno a uno grazie alle reti di Alan Sunderland per i Gunners e al pareggio nel finale di Jeff Johnson.

E’ una delle pochissime partite giocate quel giorno. Il rigido inverno inglese aveva scaricato neve e ghiaccio su gran parte della Gran Bretagna. Si decise all’ultimo di giocare questo incontro su un campo davvero al limite e con il manager dell’Arsenal Terry Neill letteralmente inferocito per la decisione della terna arbitrale.

Le due squadre si ritrovano tre giorni ad Highbury, lo storico “tempio” dell’Arsenal. Con condizioni finalmente accettabili sono tutti convinti che i Gunners sul loro terreno facciano un sol boccone dei ragazzi di Jack Charlton, invischiati nelle zone basse della Third Division.

Niente di tutto questo.

Le “civette” (questo il soprannome dello Sheffield Wednesday) passate in vantaggio con Roger Wylde allo scadere del primo tempo, resistono stoicamente agli attacchi dell’Arsenal e ci vuole una magia di Liam Brady a due minuti dalla fine per permettere ai Gunners di raggiungere il pareggio.

Nei supplementari l’Arsenal spinge con veemenza ma le parate di Chris Turner e la traversa su un tiro di David Price permettono allo Sheffield di strappare un secondo pareggio.

Occorre un terzo incontro.

A questo punto si presenta una scelta: sorteggiare il campo per il terzo incontro (Highbury o Hillsborough ?) oppure decidere di giocarlo in campo neutro.

Jack Charlton spinge per il campo neutro e l’Arsenal accetta di buon grado.

Il terzo incontro si gioca al Filbert Street di Leicester il 15 gennaio.

L’Arsenal va in vantaggio due volte (Brady e Sunderland i marcatori) ma la legge dell’ex colpisce anche a quelle latitudini. Due reti di Brian Hornsby, per sei stagioni nelle file dei biancorossi londinesi, rimettono il match in parità e anzi, sarà una strepitosa parata di Pat Jennings su un tiro di Dave Rushbury a permettere ai Gunners di andare alla quarta partita.

Stavolta passano solo due giorni. Il 17 gennaio le due squadre sono ancora in campo al Filbert Street. Se la partita precedente è stata spettacolare e ricca di colpi di scienza il quarto match di questa appassionante sfida assumerà toni epici.

Dopo un primo tempo chiuso a reti inviolate la partita si infiamma. Al quarto d’ora della ripresa è Rushbury a portare in vantaggio il Wednesday e il rigore fallito da Liam Brady poco dopo sembra far pendere la bilancia in favore degli uomini di Jack Charlton.

Non passa neppure un minuto dall’errore dal dischetto del talentuoso mancino irlandese che un altro irlandese, Frank Stapleton, con un bel colpo di testa riporta l’Arsenal in parità. Quando a meno di un quarto d’ora dalla fine il gigantesco difensore centrale scozzese Willie Young devia in rete un calcio d’angolo di Brady per l’Arsenal sembra fatta.

Lo Sheffield Wednesday però non si arrende. Le “civette” si riversano in attacco prestando il fianco ai contropiede dell’Arsenal che prima colpiscono la traversa con Sunderland e poco dopo sfiorano il terzo e decisivo gol con un gran tiro di Brady che finisce a lato con Turner battuto.

A quattro minuti dalla fine però è John Lowey a trovare lo spiraglio giusto per portare i suoi ai supplementari.

Passano tre minuti e ancora il numero 9 dei Gunners Frank Stapleton riporta i suoi in vantaggio. A questo punto pare che lo Sheffield abbia terminato le munizioni. Sarà un’ingenuità di Graham Rix, la riccioluta ala sinistra dell’Arsernal, che stende in area Hornsby. Lui stesso si incarica di calciare il rigore che sancirà il definitivo tre a tre.

Occorre un altro match.

Ci sono diverse discussioni su dove giocare il quinto incontro. L’Arsenal preferirebbe giocare all’Highfield Road di Coventry ma ancora una volta Charlton si dimostra intransigente.

“Non se ne parla !” è la secca risposta dell’ex difensore centrale campione del mondo con la nazionale inglese nel 1966.

“Continueremo a giocare qui al Filbert Street … anche se ci volessero altre cinque partite!”

E così, il 22 gennaio del 1979, a soli sedici giorni dal primo incontro, Arsenal e Sheffield Wednesday si ritrovano di fronte per la quinta volta.

E’ un’altra partita tiratissima ed estremamente equilibrata. Ci vuole un gran tiro da fuori area del giovane centrocampista dell’Arsenal Steve Gatting per portare in vantaggio i suoi a meno di venti minuti dal termine. Pochi minuti è un altro spettacolare colpo di testa di Frank Stapleton a raddoppiare per i suoi. Mai prima d’ora una delle due squadre era riuscita ad avere due gol di vantaggio.

Lo Sheffield Wednesday, davvero encomiabile per carattere e determinazione, ci prova fino alla fine ma trova sulla sua strada prima il palo colpito da Wylde e poi Jennings autore di due autentici miracoli nel finale di partita.

L’Arsenal, dopo cinque partite si qualifica per il quarto turno, ovvero i sedicesimi di finale.

Con cinque vittorie nella competizione in passato ci sono squadre che sono arrivate alla finale di Wembley. Per l’Arsenal invece lo Sheffield Wednesday è stato solo il primo ostacolo.

Dopo questo soffertissimo passaggio del turno Brady e compagni avranno la meglio sul Notts County, il Nottingham Forest di Brian Clough, il Southampton (dopo una ripetizione) e del Wolverhampton in semifinale … prima del trionfo del 12 maggio a Wembley contro il Manchester United, nella famosa partita dei “cinque minuti finali” dove vennero segnate tre reti, l’ultima delle quali da Alan Sunderland che permise ai Gunners di conquistare l’ambito trofeo.

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Remo Gandolfi

Remo Gandolfi è nato e vive a Parma. Ha un patentino di allenatore messo in qualche ripostiglio a prendere polvere, ama il calcio, il ciclismo, la musica rock, la storia contemporanea, l’Argentina, tutti i piatti con il tartufo e la Guinness. E sull'amato pallone la pensa esattamente come Angel Cappa, figura romantica del calcio argentino: “Non si può ridurre il calcio solo al risultato, come non si può ridurre l’amore solo all'orgasmo”.

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