Uno dei più grandi allenatori della storia recente del calcio è stato sicuramente Arsene Wenger.

Il francese, di cui tutti gli appassionati di calcio conoscono le imprese con l’Arsenal, prima dei trionfi con i Gunners londinesi, fu capace di portare al titolo il Monaco in Francia, grazie a calciatori come Glenn Hoddle, Mark Hateley, Patrick Battiston e Manuel Amoros e di scoprire poco dopo un talento come Thierry Henry che diventerà in seguito uno dei principali protagonisti delle vittorie dei Gunners.

Amante del bel calcio, del gioco offensivo e dei giocatori creativi e di grande tecnica, Wenger è oltre che un eccellente manager un uomo di grande cultura, attentissimo ai nuovi sistemi di allenamento, appassionato di biomeccanica, psicologia e di alimentazione sportiva.

Conosce alla perfezione cinque diverse lingue.

Oltre al francese, sa parlare con estrema facilità tedesco, inglese, italiano e giapponese.

Proprio queste sue doti di poliglotta si rivelarono  particolarmente importanti in una delicata situazione di spogliatoio durante i suoi trascorsi all’Arsenal.

Accadde infatti che Nicolas Anelka, il talentuoso ma irrequieto attaccante francese, aveva parecchi problemi di comunicazione e di feeling con gran parte dei compagni di squadra rei, a suo dire, di non coinvolgerlo abbastanza nel gioco.

Le sue accuse in particolare erano rivolte a Marc Overmars, l’esterno olandese che, a detta sempre di Anelka, “non mi passa mai il pallone”.

A questo punto Wenger decide di convocare i due “litiganti” nel suo ufficio.

Chiede ad Anelka di spiegare i motivi del suo malcontento.

Anelka, ovviamente in francese, inizia a sparare a zero sui compagni di squadra e in particolar modo su Overmars, giudicandolo egoista e individualista e poco attento ai suoi movimenti in attacco evidenziando senza mezze misure tutta la sua frustrazione.

Quando Anelka termina il suo sfogo Wenger prende la parola e, in inglese, spiega ad Overmars quanto detto da Anelka.

“Marc, Nicolas si scusa per tutto quello che ha detto in passato nei tuoi confronti e nei confronti dei compagni di squadra. Chiede solo di essere servito un po’ più spesso per poter partecipare di più al gioco. Aggiunge che se tu sei d’accordo propone di metterci una pietra sopra e di ripartire con un nuovo spirito”. … questa la “traduzione” di Wenger.

Overmars, colpito da quelle parole, si alza in piedi a va ad abbracciare uno stranito Anelka, dicendo praticamente le stesse cose che “pensa” gli abbia detto Anelka … ovviamente in inglese !

Pace fatta e problemi personali risolti.

… grazie al genio e alla cultura di Arsene Wenger …

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Remo Gandolfi

Remo Gandolfi è nato e vive a Parma. Ha un patentino di allenatore messo in qualche ripostiglio a prendere polvere, ama il calcio, il ciclismo, la musica rock, la storia contemporanea, l’Argentina, tutti i piatti con il tartufo e la Guinness. E sull'amato pallone la pensa esattamente come Angel Cappa, figura romantica del calcio argentino: “Non si può ridurre il calcio solo al risultato, come non si può ridurre l’amore solo all'orgasmo”.

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