Jim Baxter, a nord del Vallo di Adriano, è considerato da molti il più grande calciatore della storia del calcio scozzese.

Probabilmente non come rendimento complessivo.

Ma di sicuro come talento puro.

Un sinistro con cui faceva tutto quello che voleva.

Lanci di 40-50 metri sui piedi dei compagni, cross al bacio per gli attaccanti, dribbling ubriacanti (era un fanatico del “tunnel”) e gol, quasi sempre da fuori area di potenza e precisione.

Poi c’erano cose (tante) che non voleva fare. Correre per inseguire un avversario, fare tackle e men che meno colpire il pallone di testa.

Era, soprattutto, un calciatore fuori dagli schemi, che amava la vita … come nascono spesso da quelle parti o in Sudamerica, con una frequenza superiore a qualsiasi altra parte del mondo.

A seguire il suo dialogo con Don Revie, il celebre allenatore del Leeds United.

Su consiglio del compagno di squadra in nazionale Billy Bremner che ne esaltava le doti, Don Revie, il grande allenatore del Leeds e dello stesso Bremner, decide di contattare Jim Baxter.

«Sei molto forte mi dicono, ma mi dicono anche che bevi qualsiasi distillato ti capiti a tiro, che non la smetti mai di andare a caccia di donne, che scommetti su tutto e che ogni tanto ti piace anche fare una scazzottata. Cosa mi rispondi Jim?»

«Che ha degli informatori eccellenti, Mister Revie!»

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Remo Gandolfi

Remo Gandolfi è nato e vive a Parma. Ha un patentino di allenatore messo in qualche ripostiglio a prendere polvere, ama il calcio, il ciclismo, la musica rock, la storia contemporanea, l’Argentina, tutti i piatti con il tartufo e la Guinness. E sull'amato pallone la pensa esattamente come Angel Cappa, figura romantica del calcio argentino: “Non si può ridurre il calcio solo al risultato, come non si può ridurre l’amore solo all'orgasmo”.

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