Aveva semplicemente tutto quello che serviva per giocare a calcio. Tecnica, dribbling, visione di gioco. Con la palla tra i piedi sapeva fare qualunque cosa…
… il problema per Paul era già allora quello che faceva “fuori” dal campo.

La prima grande svolta avvenne nell’estate del 1982.
Quando arrivò Kevin Keegan.
Del perché uno dei più forti calciatori d’Europa avesse scelto noi per terminare la sua gloriosa carriera non riuscivamo proprio a farcene una ragione.
Di sicuro c’è che all’improvviso del NEWCASTLE Football Club si tornò a parlare come non accadeva da tanti, troppi anni.
Per noi ragazzini delle giovanili cambiò tutto.
Al sabato andavamo al St. James’ Park ad ammirare Keegan, Mc Dermott e Mc Creery. Con loro giocava anche un ragazzo poco più grande di noi che si chiamava Chris Waddle. Non riuscimmo a conquistare subito la promozione ma Kevin promise di portarci in First Division e la promessa la mantenne l’anno successivo quando in squadra arrivò un altro giovane davvero bravo che si chiamava Peter Beardsley.
E così, nel maggio del 1984, il Newcastle tornò nell’elite del calcio inglese.
La città e tutto il Tyneside erano letteralmente impazziti.
Tutti noi sognavamo di far parte di quel progetto, tutti noi speravamo un giorno di entrare sul terreno del nostro St. James’s Park con addosso la maglia bianconera del club che amavamo.
Per molti di noi era un sogno. Per qualcuno una speranza.
Ma per uno di noi era una assoluta certezza.
Il suo nome era Paul Gascoigne e nessuno di noi aveva un solo dubbio al mondo.
E non perché tra di noi non c’era nessuno neanche lentamente così forte.
Ma proprio perché uno così non ce l’aveva nessuna delle squadre che affrontavamo nei nostri campionati.
Aveva semplicemente tutto quello che serviva per giocare a calcio.
Tecnica, dribbling, visione di gioco.
Con la palla tra i piedi sapeva fare qualunque cosa.
E non si risparmiava neppure quando la palla ce l’avevano gli avversari !
Insomma, su quello che faceva in campo nessuno poteva lamentarsi.
… il problema per Paul era già allora quello che faceva “fuori” dal campo.
Quando lo incontravi aveva sempre qualcosa sotto i denti.
Dolci, soprattutto torte, cioccolato o le sue adorate barrette “Mars”.
Bastava saltasse tre allenamenti per mettere su peso.
Una volta rimase ai box 15 giorni per un infortunio alla caviglia.
Quando riprese ad allenarsi non potevamo credere ai nostri occhi: era almeno cinque chilogrammi in più …
Poi arrivò Jack Charlton.
E questa fu la seconda grande svolta.
Per il Newcastle ma soprattutto per Paul Gascoigne.
Fu proprio con l’arrivo sulla panchina del Club dell’ex-campione del mondo del 1966 che Paul Gascoigne si trasformò da brutto anatroccolo in cigno.
E’ Jack Charlton che fa capire al diciassettenne Gascoigne che tutto quel talento non merita di essere sprecato.
“E te lo dice uno che non aveva neanche un’oncia delle tue qualità figliolo” gli ripete costantemente Big Jack.
Proprio lui che, cresciuto all’ombra di uno dei più talentuosi calciatori della storia del calcio britannico e non solo ovvero suo fratello Bobby, ha invece costruito la sua carriera con la dedizione, l’impegno e una professionalità rara per i parametri molto permissivi del calcio inglese dell’epoca.
Il primo incontro tra i due si rivelerà decisivo. Paul ha quasi diciassette anni e il suo esordio in prima squadra pare solo questione di tempo.
Non per Jack Charlton.
Appena arriva sulla panchina del Newcastle Jack squadra il talentuoso giovanotto da capo a piedi.
All’improvviso gli sferra due pugni sull’addome.
“Con quella pancia lì non puoi giocare a calcio. Ti do due settimane di tempo per tornare ad assomigliare ad un giocatore di calcio. Se non lo fai sei fuori dal Newcastle Football Club”.
Gascoigne non se lo fa ripetere due volte.
Finiti gli allenamenti con i compagni si infila scarpe da ginnastica, pantaloncini e un foglio di plastica nero ad avvolgerlo completamente per favorire la sudorazione.
“Sembrava un sacco dei rifiuti che correva” ricordano i suoi compagni all’epoca.
Quando torna al cospetto di Charlton “Gazza” è magro e tirato come non è mai stato in vita sua.
Superato “l’esame bilancia” Paul torna nello “Youth team”, la squadra juniores del Club che sta giocando una stagione straordinaria.
Stagione che culmina con l’arrivo alla finale di FA CUP della categoria.
Di fronte c’è il Watford, club da qualche anno ai vertici del calcio giovanile britannico.
La partita di andata si gioca al St. James’ Park.
Sugli spalti ci sono quasi 8 mila spettatori quando nei primi turni a vederci giocare c’erano tre pensionati e due cani.
L’emozione però quel giorno ci bloccò le gambe e anche se il migliore in campo risulterà il portiere del Watford Derrick Williams il risultato non si sbloccherà dallo zero a zero iniziale.
Due settimane prima di questo match però Paul Gascoigne ha fatto il suo esordio in prima squadra contro il QPR e pochi giorni dopo la partita di andata per lui c’è un altro cameo in prima squadra, sempre al St. James’ Park stavolta contro il Totthenam dove un paio di sue giocate non passano inosservate a pubblico e addetti ai lavori.
Quattro giorni dopo però c’è il match di ritorno al VIcarage Road contro il Watford.
Stavolta sul pullman che ci porterà alla periferia di Londra salgono anche Jack Charlton e il suo assistente Maurice Setters. Riusciamo a strappare loro una promessa: una cena in uno steak-house in caso di vittoria.
… ovviamente la trattativa la fa Paul …
E la vittoria arriva.
Sarà un autentico show di Paul Gascoigne.
“Sembrava un adulto che giocava in mezzo ai bambini. Faceva tutto quello che voleva” fu il commento di Jimmy Nelson, uno dei coach del team.
Quella sera vinciamo per quattro reti ad una.
Paul segnerà due reti.
Una di testa (non certo la sua specialità) ma l’altra verrà definita da Jack Charlton “la più bella rete che io abbia mai visto su un campo di calcio” e rivolgendosi al fido Setters “Amico mio, neanche se camperai cento anni rivedrai un gol così”.
Io quel gol l’ho visto da vicino. Gli chiamai anche la palla visto che mi stavo smarcando dalla parte opposta dell’azione. Ma Paul aveva altro in mente. Lo vedo saltare tre avversari in un fazzoletto e praticamente senza rincorsa lascia partire un tiro che si infila all’incrocio dei pali.
Il tutto da venticinque metri abbondanti.
Lo sotterriamo di abbracci. Lui ride a crepapelle, come se non fosse un gol pazzesco, ma uno scherzetto dei suoi riuscito bene.
Al termine dell’incontro mentre siamo già negli spogliatoi a festeggiare il nostro coach richiama la nostra attenzione. “Ragazzi, c’è una persona qua fuori che vuole complimentarsi con voi”.
Si apre la porta ed entra Elton John, il famosissimo cantante e presidente del Watford.

Il suo ingresso è accolto da tutti i presenti con un ammirato silenzio.
Da tutti tranne uno.
Paul Gascoigne.
Che va incontro alla star completamente nudo intonando un “canta per noi, Elton canta per noi” …
Si, perché Paul Gascoigne era già diventato “Gazza” …

ANEDDOTI E CURIOSITA’

Sulla via del ritorno, nonostante la netta vittoria e la promessa di Jack Charlton, la famosa cena a base di carne in una “Steak house” diventò semplicemente un hamburger a testa in un Burger King.
… Jack Charlton non era esattamente uno spendaccione …

Subito dopo quella partita, sul pullman del ritorno a Newcastle, Jack Charlton annuncia a Paul che lo schiererà titolare dall’inizio nella prossima partita della prima squadra contro il Norwich, nell’ultima partita della stagione.
Non accadrà. Sarà lo stesso Gascoigne a spiegarlo diversi anni dopo.
“Quando arrivammo allo stadio Jack mi scrutò per diversi secondi. Io ero un fascio di nervi quel giorno. Capì che non ero ancora psicologicamente pronto … e credo avesse ragione”

Molti conoscono gli aspetti più controversi e i tanti eccessi della personalità di Paul Gascoigne. Ma forse non tutti sanno della sua grande generosità e del suo “cuore”.
Non appena Paul firma il suo primo contratto con il Newcastle inizia ad offrire cene e bevute ai compagni di squadra, a pagare biglietti di treni e autobus ai ragazzi delle giovanili e a prestare soldi a chiunque gliene facesse richiesta.
Così facendo però finiva che era quasi sempre lui a rimanere senza denaro e a farsi continuamente anticipare dal club il pagamento successivo.
A quel punto è lo stesso Charlton che decide di intervenire: metà dello stipendio di Gascoigne viene versato in un conto corrente bancario … l’altrà metà … nelle tasche di chiunque “Gazza” considerava più bisognoso di lui !

Siamo alla vigilia di Natale del 1986 e Paul Gascoigne ha in serbo un regalo per tutti i compagni di squadra. Dal primo all’ultimo. Comprese una trousse professionale da parrucchiere per gli “scarso criniti” O’Really e Mc Creery e una serie di lettini abbronzanti per Tony Cunningham … attaccante giamaicano del Newcastle.

Ci sono anche degli avvenimenti tragici accaduti nell’infanzia di Paul Gascoigne che incisero in maniera importante nella sua formazione e nel suo carattere.
Il primo fu quando Paul fu testimone della morte del fratellino di uno dei suoi migliori amici investito da un’auto.
La morte è protagonista anche di un secondo episodio che coinvolse un altro caro amico di Paul morto in un cantiere edile mentre lavorava alle dipendenze di uno zio dello stesso Gascoigne.
A tutto questo si aggiunsero all’epoca le sempre più frequenti crisi epilettiche del padre.
Per Paul è un periodo terribile. Ha sempre più frequenti incubi notturni e sviluppa una serie preoccupante di “tic” nervosi.
A soli dieci anni inizia un percorso terapeutico che sarà il padre ad interrompere bruscamente ritenendo che “da quando ha iniziato questa cura mio figlio sta peggio di prima”…

E’ in questo periodo che Paul Gascoigne inizia a sviluppare quella personalità dipendente che sarà una costante per tutta la sua vita.
Prima saranno i giochi elettronici dei quali Paul diventerà un giocatore compulsivo arrivando a commettere piccoli furti per poter continuare a giocare.
Poi sarà la volta del “junk food”, la sua successiva debolezza.
Torte e dolci in particolare con una spiccata preferenza per le barrette “Mars”.

In quel periodo per Paul arrivano anche pesanti bocciature in ambito calcistico che non fanno che acuire il suo disagio. Ipswich Town, Middlesbrough e Southampton decidono di non inserirlo nei propri settori giovanili dopo diversi provini dove Paul non convince appieno.

Poco dopo però arriverà finalmente la svolta: l’ingresso nelle giovanili della squadra della sua città e per la quale Paul fa il tifo, il Newcastle.
“Quando sono in campo sparisce tutto. Tic, frustrazioni, paure e debolezze. Per questo ogni volta che si avvicina il finale di una partita mi viene quasi da piangere” racconterà in seguito Paul di quel periodo.

Uno dei periodi più divertenti della storia personale di Paul Gascoigne è legato all’arrivo del nazionale brasiliano Mirandinha al Newcastle nel 1987.
Fin dal primo giorno Gascoigne si offre come mentore, guida e insegnante di inglese al brasiliano.
Con risultati, come è facile immaginare, devastanti.
Uno dei primissimi insegnamenti di Gazza riguarda i giorni della settimana.
Solo che il mercoledì non è più “Wednesday” ma diventa “fuck off”.
Siamo negli spogliatoi al termine di una seduta di allenamento. L’allenatore chiede ai compagni di squadra dell’attaccante brasiliano come procede il suo inserimento.
“Alla grande Boss !” risponde con entusiasmo Gascoigne.
“Anche con la lingua sta facendo passi da gigante” prosegue Gazza con sempre più enfasi.
“Vuole una prova Boss ? Gli chieda che giorno della settimana è oggi ?” lo invita Paul.
Il manager accetta il consiglio del suo giovane talento.
“Ehi Mira, what day is today ?”
“Fuck off Boss !” è la convinta risposta del brasiliano … con lo spogliatoio intero in lacrime dalle risate …

Una delle foto più famose di tutta la storia del calcio è quella che ritrae Paul Gascoigne mentre Vinnie Jones, il durissimo centrocampista del Wimbledon, gli strizza i testicoli.
Quanto accaduto in quell’incontro è ormai folklore nel calcio inglese e non solo.
Prima dell’inizio del match il manager del Wimbledon Dave Bassett assegna a Jones l’incarico di marcare “a uomo” Gascoigne. “Non mi interessa se tu non toccherai un solo pallone in tutta la partita. L’importante è che non lo faccia Gascoigne” queste le inequivocabili istruzioni dell’allenatore dei “Dons”.
Quando i due si incontrano nel tunnel prima di entrare in campo Jones si avvicina a Gascoigne.
“Sarà la partita più lunga della tua vita ciccione” gli dice Jones guardando Gazza dritto negli occhi.
Due palloni toccati e per due volte Gascoigne finisce a terra lungo disteso.
Alla terza occasione con lo stesso identico risultato Gazza di avvicina all’arbitro.
“Scusi ref, quanto manca alla fine ?” strappando pare un sorriso anche a Jones.
… e, visto, il rapporto “intimo” ripreso nella foto il giorno dopo Paul Gascoigne decise di inviare una rosa a Vinnie Jones …

Seduta di allenamento del Totthenam.
Ad un certo punto il pallone esce dal campo di gioco oltre la siepe alle spalle di una delle due porte.
“Vado io Boss !” dice Paul Gascoigne rivolto al suo allenatore Terry Venables.
Gazza si infila in un passaggio nella siepe per andare a recuperare il pallone sparendo dalla vista dei compagni.
Passano diversi minuti ma di Paul Gascoigne non c’è traccia.
L’allenamento termina, i calciatori rientrano negli spogliatoi, fanno la doccia, si cambiano e tornano ognuno a casa sua.
Di Gazza nessuna notizia.
Lo cercano anche alla sera.
Niente, sparito.
Il giorno dopo il Totthenam riprende gli allenamenti.
Nessuno ha notizie di Gascoigne.
Verso fine allenamento mentre i calciatori degli Spurs sono impegnati in una partitella sentono dei rumori provenire dalla siepe dietro la porta.
Esattamente dal punto in cui era uscito il giorno prima riappare Paul Gascoigne, vestito esattamente come il giorno prima e con un pallone tra le braccia.
Gazza sorride a trentadue denti e poi guarda Venables indicando il pallone che ha in mano.
“L’ho trovato Boss !”

E’ ai Glasgow Rangers che Gazza dà probabilmente il meglio di sé … in campo e fuori !
E’ Ally Mc Coist, il grande bomber della “metà blu di Glasgow” a raccontare diversi aneddoti che vedono Paul Gascoigne come protagonista.
All’arrivo del giovanissimo centrocampista calabrese Paul Gascoigne non trova di meglio che accoglierlo lasciandogli un ricordo … solido nei calzini.
E’ però lo stesso Gascoigne che farà credere a Gattuso che tutti i vestiti firmati indossati dai calciatori più importanti dei Rangers sono messe a disposizione dalla società … quando invece è Paul Gascoigne che paga di tasca sua i vestiti allo stesso Gattuso.

Il periodo ai Rangers è anche quello in cui la sua dipendenza dall’alcol diventa sempre più difficile da contenere. E gli scherzi di Gascoigne sempre più estremi e difficili da sopportare.
In uno di questi, quando Gazza decide di urinare addosso al capitano Richard Gough mentre stava riposando, sono i compagni di squadra che lo salvano letteralmente da una pesante lezione del possente difensore centrale scozzese “intercedo” per Gascoigne e pregandolo di lasciar perdere.

E’ il 24 novembre del 1996.
Si gioca la finale di Coppa di Lega scozzese fra i Rangers e gli Hearts.
E’ una partita spettacolare e combattuta.
I due gol di Ally Mc Coist sembrano avere messo in ghiaccio il match. Nonostante questo tra il bomber scozzese e Paul Gascoigne ci sono un paio di malintesi e quando alla terza occasione Gazza lancia Mc Coist che invece aveva fatto il movimento opposto andando incontro al numero 8 dei “Blues” quest’ultimo ha un gesto di stizza evidente allargando le braccia e gesticolando in maniera piuttosto evidente.
La cosa fa infuriare Mc Coist che si presenta a muso duro davanti a Gascoigne.
“Paul, se mi fai rifare la figura dell’idiota davanti a 60 mila persone giuro che ti spacco quella brutta faccia” gli dice senza tanti giri di parole il numero 9 dei Rangers.
Gazza non si fa certo intimorire.
“Nessun problema. Se vuoi la risolviamo subito qui, adesso” è la risposta di Gascoigne.
Per fortuna arrivano i compagni a separarli solo che la discussione non si placa neppure negli spogliatoi durante l’intervallo.
A questo punto interviene il tecnico dei Rangers Walter Smith, tipo non esattamente malleabile.
“Adesso ci date un taglio tutti e due. Non voglio più sentire una sola parola”.
La frase è più che sufficiente per zittire Mc Coist che conosce benissimo Smith.
Non lo è però per Gazza che continua a inveire con il compagno.
A questo punto Smith va verso Gascoigne, lo solleva letteralmente da terra e gli urla a due dita dal volto. “Ti ho detto di smetterla. Vuoi calmarti o no ?”
Gazza fa segno di sì con la testa e appena libero dalla presa del suo allenatore infila la porta dello spogliatoio e va verso il palco dirigenziale.
Quando torna negli spogliatoi ha un bicchiere di whisky in mano.
Se lo scola in un solo sorso e poi, rivolgendosi a Smith con il suo solito sorriso gli dice “Adesso sono calmo Boss !”.
La partita finirà quattro a tre per i Rangers e il terzo e il quarto gol, entrambi segnati nella ripresa porteranno la firma di Paul Gascoigne.

E’ di pochissimo tempo fa l’episodio raccontato dal gestore del negozio di dolciumi di Dunston, dove Paul vive. “Un giorno venne a comprare la sua adorata barretta di Mars … pagandola con 320 sterline e pregandomi con il resto di regalare dolci ai ragazzi del luogo fino ad esaurimento della cifra”.

Avatar
Remo Gandolfi

Remo Gandolfi è nato e vive a Parma. Ha un patentino di allenatore messo in qualche ripostiglio a prendere polvere, ama il calcio, il ciclismo, la musica rock, la storia contemporanea, l’Argentina, tutti i piatti con il tartufo e la Guinness. E sull'amato pallone la pensa esattamente come Angel Cappa, figura romantica del calcio argentino: “Non si può ridurre il calcio solo al risultato, come non si può ridurre l’amore solo all'orgasmo”.

No Comments Yet

Leave a Reply

Your email address will not be published.