GERD MULLER

Se n’è andato pochi mesi fa dopo una lunga e debilitante malattia. Chi ha avuto la fortuna di vederlo in azione ha sicuramente provato queste due sensazioni, decisamente contrapposte ma quasi scontate quando c’era “Der Bomber” in campo: per chi tifava Bayern Monaco o Germania Ovest la bellissima sensazione che ogni pallone in area poteva trasformarsi in gol in qualsiasi momento della partita. Per chi NON tifava Bayern Monaco o Germania Ovest la terribile sensazione che ogni pallone in area poteva trasformarsi in gol in qualsiasi momento della partita.

Gerd Muller, a cui è dedicata la copertina di http://www.urbone.eu/media/images/shop/questo-e-il-nostro-calcio.jpg è anche uno dei 38 protagonisti del libro di cui vi proponiamo uno stralcio prima di passare ad un imperdibile video con Gerd in azione.

……..

“Non so davvero come tutti gli altri ci siano riusciti.

Molti di loro sono rimasti nel calcio, come allenatori, dirigenti, procuratori.

Altri hanno cambiato radicalmente campo di interesse.

Qualcuno è entrato in affari, rilevando o avviando un’attività.

Quel matto di Sepp Majer ha perfino lavorato per un po’ in un circo !

Insomma, in un modo o nell’altro sono andati avanti.

Io invece non ce l’ho fatta proprio a riempire quel vuoto.

Sapevo che sarebbe stata dura.

Ma non “così dura”.

Un po’ lo immaginavo però.

Per loro sarebbe stato più facile.

In fondo quando giocavamo insieme nel Bayern Monaco e nella Nazionale tedesca loro dovevano difendere, marcare un attaccante, parare i tiri avversari o galoppare sulle fasce e fare dei cross.

Tutte cose che è più facile dimenticare, mettere via come un album di fotografie in un cassetto e andare avanti.

Io invece FACEVO GOL.

E non c’è paragone.

Il gol è tutto.

Il gol è ossessione PRIMA ed è liberazione DOPO.

E poi ci sono quei 5 secondi dopo che la palla ha superato quella maledetta linea bianca …

Ecco, quei 5 secondi sono una DROGA.

In quei 5 secondi non sai chi sei, dove sei o cosa stai realmente facendo.

Ebbrezza, rapimento, visibilio, abbandono, estasi, felicità … scegliete voi la parola più adatta.

Quei 5 secondi sono stati la mia droga per più di 20 anni.

… e devo proprio ammetterlo … di DROGATI come il sottoscritto nella storia del calcio ce ne sono stati davvero pochi !

68 “dosi” in 62 partite con la Nazionale del mio paese.

35 in 35 partite nelle Coppe Europee.

662 in 725 partite nei 3 club in cui ho giocato in carriera.

Il gol è tutto.

Pelè un giorno disse che fare gol è come avere un orgasmo.

In molti hanno pensato che avesse torto, o che quantomeno avesse esagerato.

Anch’io penso che avesse torto.

Infatti non c’è nemmeno paragone.

Fare gol è meglio di tutto.

E non solo per quei famosi 5 secondi.

Anche per quello che significa “dopo”.

Il pensiero su cui crogiolarti fino alla prossima partita, il sollievo di aver assolto il tuo compito.

Fino alla prossima partita appunto.

Dove tutto ricomincia da capo.

… continua …

E ora “Der Bomber” in azione!

About Author /

Remo Gandolfi è nato e vive a Parma. Ha un patentino di allenatore messo in qualche ripostiglio a prendere polvere, ama il calcio, il ciclismo, la musica rock, la storia contemporanea, l’Argentina, tutti i piatti con il tartufo e la Guinness. E sull'amato pallone la pensa esattamente come Angel Cappa, figura romantica del calcio argentino: “Non si può ridurre il calcio solo al risultato, come non si può ridurre l’amore solo all'orgasmo”.

Leave a Comment

Your email address will not be published.

Start typing and press Enter to search