GLENN HODDLE

Sono tanti gli amici che in questo gruppo seguivano il calcio inglese di fine anni ’70-inizio ’80 rimanendo alzati la notte per vedere “Football, please” il meraviglioso programma di Michele Plastino che ci mostrava le sintesi del campionato che già affascinava tanti di noi.

L’Ipswich di Mariner e Wark, l’Aston Villa di Shaw e Morley, l’Arsenal di Brady e Stapleton, il Manchester United di Jordan e Coppel, il Liverpool di Dalglish e Rush.

Ma uno di quelli di cui ci siamo innamorati davvero in tanti giocava nel Totthenam Hotspurs, portava la maglia numero “10” e con il pallone faceva davvero quello che voleva.

Si chiamava Glenn Hoddle e oggi il nostro “mito” è lui.

Prima di mostrarvi un video quanto mai significativo delle sue qualità ecco un breve estratto da http://www.urbone.eu/obchod/mavericks-cult-heroes-del-calcio-britannico il libro che racconta di lui e di altri 26 grandi “miti” del calcio britannico.

………

L’anno successivo gli Spurs retrocederanno dalla First Division ma nonostante siano in tanti a richiedere le sue prestazioni Glenn rimane fedele ai suoi adorati colori.

Il ritorno in First Division è immediato.

Dopo un ulteriore anno di crescita è nella stagione 1979-1980 che Hoddle mostra finalmente appieno le sue incredibili doti.

Non solo dirige con la sua classe immensa il centrocampo del Totthenam ma la sua fantastica abilità al tiro, in azione e su calcio piazzato, faranno si che a fine stagione saranno ben 22 le sue reti … cifra che moltissimi attaccanti puri firmerebbero tranquillamente !

Saranno anni d’oro per il Totthenam che anche se non riuscirà mai ad arrivare ai vertici della First Division nelle competizioni ad eliminazione diretta otterrà risultati eccezionali come le due FA CUP consecutive nel 1981 e nel 1982 o la brillantissima prestazione nella Coppa Uefa della stagione 1983-1984 che vedrà trionfare gli Spurs nella doppia finale contro i temibili belgi dell’Anderlecht di Morten Olsen, di Enzo Scifo e di Georges Grun.

Dopo i Mondiali in Messico del 1986 le richieste dal continente per Glenn si moltiplicano.

Hoddle chiude la sua carriera agli Spurs con un’altra finale di FA CUP, questa volta uscendo sconfitto dal sorprendente Coventry.

Ad attenderlo ci sono i francesi del Monaco di un giovane e rivoluzionario manager che si chiama Arsen Wenger. Con lui arriva dal Milan il connazionale Mark Hateley e al Monaco troveranno tra gli altri calciatori di livello assoluto come i nazionali francesi Ettori, Battiston e Amoros … mentre l’anno successivo si unirà a loro un giovane attaccante liberiano di cui si raccontano meraviglie che si chiama Georges Weah.

Per Hoddle e il Monaco c’è subito la conquista del titolo e Hoddle è il riconosciuto protagonista principale e leader assoluto della squadra.

Wenger lo esime da tutti i compiti difensivi e lo lascia libero di muoversi e creare nella metà campo avversaria.

Il portiere Jean-Luc Ettori dirà di lui “Per noi Glenn è Dio. Non c’è altro da aggiungere”.

… continua …

Ed ora è ora di godersi finalmente un video di quel grandissimo talento che è stato Glenn Hoddle che farà scendere una lacrima a chi se lo ricorda in azione e  strabuzzare gli occhi ha chi non ha avuto la fortuna di vederlo giocare.

(il mio gol preferito è al minuto 2.37 … e il vostro?)

About Author /

Remo Gandolfi è nato e vive a Parma. Ha un patentino di allenatore messo in qualche ripostiglio a prendere polvere, ama il calcio, il ciclismo, la musica rock, la storia contemporanea, l’Argentina, tutti i piatti con il tartufo e la Guinness. E sull'amato pallone la pensa esattamente come Angel Cappa, figura romantica del calcio argentino: “Non si può ridurre il calcio solo al risultato, come non si può ridurre l’amore solo all'orgasmo”.

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