LEIVINHA

E’ un nome che a pochi dirà qualcosa (tranne forse a due cari amici che lo hanno amato quanto il sottoscritto come Darwin Pastorin e Montanari) ma che per chi ha avuto la fortuna di averlo visto in azione (Palmeiras, Atletico Madrid e nazionale brasiliana) non ha alcun dubbio: aveva tutto. Tecnica, dribbling, velocità, visione di gioco ed una incredibile elevazione che gli permetteva di segnare fantastici gol di testa.

Joao Leiva Campos Filho “Leivinha” (zio di Lucas Leiva della Lazio) è uno dei protagonisti di http://www.urbone.eu/obchod/matti-miti-e-meteore-del-f%C3%B9tbol-sudamericano di cui vi proponiamo un piccolo stralcio prima di farvelo vedere in azione. Anche se le immagini sono sgranate e la qualità non sempre eccellente non ci metterete molto a capire quanto qualità aveva il “mio” Leivinha.

Leivinha, che è lo zio di Lucas Leiva della Lazio, è stato un calciatore straordinario.

Purtroppo lo conoscono in pochissimi.

Ed è una grande ingiustizia.

Una tecnica sopraffina, eccellente con entrambi i piedi, veloce ma con due peculiarità assolute; una strabiliante abilità nel gioco aereo (nonostante con i suoi 176 cm non fosse certo un gigante !) e la sua “bicicleta”, resa famosa diversi anni dopo dal suo connazionale Robinho ma della quale pare che l’inventore o quantomeno il primo vero “utilizzatore seriale” sia proprio stato il biondo rifinitore brasiliano. (vedere nel filmato allegato)

Leivinha inizia nel piccolo Club del Linense prima di passare al Portuguesa, squadra di prima divisione Brasiliana.

L’inizio è folgorante.

Gioca 31 partite e segna la bellezza di 37 gol.

A quel punto tutte le più grandi squadre brasiliane e di mezzo Sudamerica sono sulle sue tracce.

Alla fine la scelta cade sui “Verdao” del Palmeiras, anche conosciuti come la “Palestra Italia”, in quanto fondata nel 1914 da emigrati italiani in seguito ad una tourné in Brasile di Torino e Pro Vercelli, squadra emergente del calcio brasiliano che nelle sue fila annovera campioni di assoluto valore come il biondo regista Ademir da Guia (il cui unico difetto è stato quello di essere … il 6° più forte numero 10 dei primi anni ’70 !), il portiere Leao che giocherà con il Brasile i mondiali del 1974 e del 1978 e del fortissimo difensore centrale Luis Pereira che con Leivinha condividerà la fantastica esperienza spagnola nell’Atletico Madrid.

Con il Palmeiras vincerà il campionato nazionale brasiliano del 1972 e del 1973.

Nel 1972 c’è l’esordio in Nazionale.

E’ in un torneo giocato in Brasile in quello stesso anno che Leivinha mostra appieno tutte le sue doti.

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Remo Gandolfi è nato e vive a Parma. Ha un patentino di allenatore messo in qualche ripostiglio a prendere polvere, ama il calcio, il ciclismo, la musica rock, la storia contemporanea, l’Argentina, tutti i piatti con il tartufo e la Guinness. E sull'amato pallone la pensa esattamente come Angel Cappa, figura romantica del calcio argentino: “Non si può ridurre il calcio solo al risultato, come non si può ridurre l’amore solo all'orgasmo”.

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