LEICESTER CAPITOLO 5: QUALCUNO INIZIA A CREDERCI PER DAVVERO

5 marzo 2016

WATFORD – LEICESTER 0-1

Marcatore: Mahrez 56’ (L)

14 marzo 2016

LEICESTER – NEWCASTLE 1-0

Marcatore: Okazaki 25’ (L)

19 marzo 2016

CRYSTAL PALACE – LEICESTER 0-1

Marcatore: Mahrez 34’ (L)

3 aprile 2016

LEICESTER – SOUTHAMPTON 1-0

Marcatore: Morgan 38’ (L)

Quattro vittorie consecutive. Quattro vittorie tutte per uno a zero.

Altre 4 “clean-sheets”.

Quello che ha saputo fare Ranieri è qualcosa che nessuno, comunque vadano a finire la cosa a metà maggio, poteva neppure lontanamente immaginare.

Schmeichel-Simpson-Huth-Morgan-Fuchs.

Questi i nomi che compongono la nostra difesa.

Non sono certo calciatori di primissima fascia e non valgono neppure vagonate di milioni di sterline.

Presi singolarmente nessuno di loro è un fenomeno.

Ma insieme sono diventati un muro autentico, dove gli attacchi degli avversari vanno regolarmente a sbattere senza riuscire a trovare il pertugio per entrare e farci male.

Impossibile non pensare che sia un caso.

Impossibile pensare che non ci sia la mano di questo signore italiano, equilibrato, quasi sempre sorridente, di grande compostezza ed educazione.

Ha deciso si spostare all’indietro di una ventina di metri il baricentro della squadra e così facendo ha ottenuto due risultati straordinari che nessuno mi toglierà dalla testa il fatto che stiano contribuendo tantissimo a fare la differenza.

Una linea difensiva a 40 metri dalla propria porta è una cosa. Occorrono movimenti perfetti e occorre soprattutto rapidità. Cosa che nessuno dei nostri difensori, specialmente Morgan e Huth, hanno certo in abbondanza.

Da quando abbiamo iniziato a difendere a 25 metri dalla porta e a ridurre drasticamente lo spazio alle spalle della linea difensiva le cose sono cambiate radicalmente.

I nostri ragazzi hanno smesso di preoccuparsi di inseguire gli avversari ma li hanno invece sempre potuti “guardare in faccia” e affrontarli di fronte.

A questo punto tutta la squadra si è adeguata abbassandosi di conseguenza e questo ci ha dato un altro vantaggio fondamentale non appena riuscivamo a recuperare palla: praterie autentiche dove attaccare, dove far valere la pazzesca velocità di Vardy, Mahrez e Okazaki, ottimamente supportati da un’ala vecchio stampo come Albrighton. In mezzo un fenomeno autentico, un giocatore che gioca per due: N’Golo Kanté al cui fianco sia Danny Drinkwater che Andy King hanno fatto abbondantemente la loro parte.

Ora i punti di vantaggio sul Manchester United sono 16 e anche se i Red Devils hanno una partita in meno a 6 giornate dalla fine un posto nella prossima Champions League è davvero vicina.

Ah dimenticavo … Siamo sempre primi e il Totthenam, secondo in classifica è a 7 punti.

10 aprile 2015

SUNDERLAND – LEICESTER 0-2

Marcatore: Vardy 66’ 90+5’ (L)

Siamo in Champions League.

Se il cuore (o qualcos’altro) non mi fanno scherzi nella prossima stagione vedrò per la prima volta nella mia vita il Leicester nella competizione europea più importante.

Ecco. Da oggi in poi tutto quello che arriva è “grasso che cola”.

Io sono a posto così.

Vinceremo il titolo ? Non lo so.

Preferisco non ascoltare i tanti che continuano a dirmi che “7 punti di vantaggio con sole 5 partite è impossibile perderlo”. Nel calcio TUTTO è possibile.

Ne ho viste davvero tante (troppe) in vita mia per credere a queste stupide statistiche.

Kasper Schmeichel a fine partita ha detto che “Non sentiamo minimamente la pressione. Erano altri che dovevano vincere il titolo. Non noi.”

E io sono d’accordo con te ragazzone danese che stai facendo i miracoli tra quei pali.

Io li ricordo ancora i mugugni di quando arrivasti da noi 5 anni fa dopo che ti eri girato l’Inghilterra in lungo e in largo senza mai trovare chi ti desse veramente fiducia.

“Con un altro cognome quello non giocherebbe neanche nell’Accrington Stanley” era una delle frasi più gentili che sentivo da tanti tifosi del Leicester. Invece hai tenuto duro.

E il prossimo anno giocherai in Champions League.

17 aprile 2016

LEICESTER – WEST HAM 2-2

Marcatori: Vardy 18’ (L) Carroll 84’ rig (W) Cresswell 85’ (W) Ulloa 90+5 (L)

Abbiamo perso due punti o ne abbiamo guadagnato uno ?

Quando con il West Ham siamo rimasti in dieci ad inizio del secondo tempo per l’espulsione di Jamie Vardy abbiamo tutti temuto il peggio.

Il West Ham ha iniziato a bombardare di cross la nostra area e con uno come Carroll nei 16 metri non puoi certo stare tranquillo. Morgan e Huth sono in qualche modo riusciti a imbavagliarlo e ormai ci stavamo davvero credendo. Portare a casa una vittoria che avrebbe potuto significare il “match-point” nella corsa al titolo.

Invece prima un calcio di rigore concesso per una “normale” trattenuta in area di Morgan su un loro attaccante e un minuto dopo il gol della vita di un loro terzino parevano averci condannati ad una sconfitta che poteva davvero rimettere tutto in discussione.

Per fortuna ci ha pensato l’arbitro (il peggiore visto quest’anno qui al King Power) a inventarsi un calcio di rigore a nostro favore al quinto minuto di recupero.

Chi si è preso questa responsabilità visto che Vardy e Mahrez non erano più in campo ?

Sempre lui, ovvio ! Il nostro Leonardo Ulloa !

Nel gioco di Ranieri lo spazio per lui proprio non c’è e non è un segreto che a fine stagione se ne andrà dal Leicester. Ma personalmente lo rimpiangerò tantissimo. Professionisti come lui al giorno d’oggi non ce ne sono tanti.

18 aprile 2016

STOKE CITY – TOTTHENAM H. 0-4

Marcatori: Kane 9’ 71’ (T) Alli 67’ 82’ (T)

La partita del Totthenam il giorno dopo l’ho guardata in tv.

Per la bellezza di 9 minuti.

Dopo il gol (splendido) di Harry Kane ho spento.

Sapevo che non ci sarebbe stata partita.

Meglio fare una passeggiata con mia moglie e il nostro Filbert, il labrador più bello del mondo.

Sapete perché si chiama Filbert, come il nostro vecchio stadio ?

Perché un giorno mia moglie mi disse “Quando ti ho conosciuto passavi più tempo al Filbert Street che con me. Ora passi più tempo con il tuo cane che con me. In pratica non è cambiato nulla”.

Chiamarlo “Filbert” a questo punto era d’obbligo …

24 aprile 2016

LEICESTER – SWANSEA 4-0

Marcatori: Mahrez 10’ (L) Ulloa 30’ 60’ (L) Albrighton 85’ (L)

Pareva che fossi l’unico a non essere preoccupato dell’assenza di Jamie Vardy per squalifica.

“Senza Vardy sarà dura passare”.

Questa la frase più di moda oggi pomeriggio al King Power.

No amici miei.

C’è Leonardo Ulloa che con una doppietta ha ricordato a tutti quanti il suo valore.

Chissà, magari ci ripensa e rimane con noi.

Siamo tornati ad avere 8 punti di vantaggio sugli Spurs e adesso la pressione è tutta su di loro.

Domani giocheranno in casa con il WBA.

Non certo l’avversario più difficile possibile anche perché già salvo e tranquillo.

Ma le squadre del vecchio Tony Pulis non mollano un centimetro.

Mai dire mai.

Ho visto il primo tempo della partita degli Spurs.

Sembrava un massacro. Pali, traverse, miracoli in serie del portiere del West Bromwich.

Invece per passare c’è voluto un autogol, sfortunatissimo di un difensore dei Baggies.

A quel punto ho spento la tv.

Sapevo che non ci sarebbe stata più partita.

Vabbè, tre partite alla fine e ancora cinque punti di vantaggio.

Me lo avesse detto qualcuno ad agosto gli avrei dato del pazzo.

Meglio mettere nel piatto dello stereo“Nebraska” di Bruce Springsteen e bersi una buona tazza di thè.

Lo sto ancora ascoltando e ho ancora le cuffie alle orecchie quando vedo vibrare il cellulare.

E’ il mio amico Paul.

“Jack ci siamo ad un passo Jack ! Ti rendi conto ? Stiamo per vincere il titolo !” mi urla nelle orecchie il mio amico.

E’ proprio vero.

Il West Bromwich ha pareggiato nel finale.

I punti di vantaggio non sono cinque.

Sono sette. A tre partite dalla fine.

Quando è arrivata la telefonata di Paul il Boss stava cantando “REASON TO BELIEVE”.

Chi è che non crede al destino ?

25 aprile 2016

TOTTHENAM – WEST BROMWICH ALBION 1-1

Marcatori: Dawson 33’ aut (W) Dawson 73’ (W)

E’ stata la settimana più lunga che io ricordi.

Nemmeno l’ultima di scuola alle medie quando mio padre mi promise di portarmi in Italia in vacanza fu altrettanto lunga.

A Leicester non si parla d’altro.

Chi fa gli scongiuri, chi prevede crolli nervosi della squadra, chi come inizia la discussione preferisce glissare e cambiare argomento.

C’è anche qualcuno che inizia a chiedere agli amici se per caso hanno messo qualche sterlina sulla vittoria delle nostre Foxes ad inizio campionato … avere un amico che lo ha fatto vuol dire quantomeno raddoppiare le bevute e i festeggiamenti.

Io invece non posso fare a meno di pensare a quello che accadde nell’ottobre del 2002.

Eravamo sommersi dai debiti.

Il Club cadde in Amministrazione controllata.

Per Mickey Adams, il nostro manager, non ci sarebbe stato un solo penny per rinforzare la squadra.

Investimenti sbagliati, il costo del nuovo stadio, mancate entrate dalla ITV Digital, calciatori ceduti a prezzi stracciati e stipendi troppo alti contribuirono ad una situazione che sembrava senza via d’uscita.

Nel febbraio dell’anno successivo arrivò un consorzio di investitori che rimise a posto le casse del Club.

Alla testa di questo consorzio c’era ancora lui, che dopo dato alcune tra le più grandi gioie in campo stavolta addirittura salvava il “suo” e “nostro” adorato Club: Gary Lineker.

Sono passati quattordici anni.

Per tanti sembra un secolo fa.

A me sembra solo ieri.

1 maggio 2016

MANCHESTER UNITED – LEICESTER 1-1

Marcatori: Martial 8’ (M) Morgan 17’ (L)

Che sia stato il nostro capitano a segnare il gol che ci ha permesso di portare via un punto dall’Old Trafford è per tutti noi una doppia gioia.

Quando arrivò da noi 4 anni fa sembrava solo il classico difensore centrale nel più puro stile britannico. Gran fisico, bravo nel gioco aereo e nei tackle ma niente di più di un onesto difensore buono per la Championship come in Inghilterra ce ne sono a decine.

Ci mise pochissimo a diventare uno dei leader della squadra e quando gli fu consegnata la fascia di capitano dopo neppure un anno con noi a tutti sembrò la scelta più logica.

Dopo la nostra promozione in Premier nella stagione successiva furono in molti a pensare che per Morgan il tempo nella squadra titolare fosse ormai agli sgoccioli.

Per Nigel Pearson fu quasi un insulto.

“Avercene come lui !” disse a chiunque metteva in dubbio le sue qualità.

Con Ranieri fu lo stesso.

Morgan non si tocca.

Pochi giorni fa ha raccontato che in Giamaica, il suo paese d’origine, stanno già preparando i festeggiamenti.

“E vi garantisco che là sanno come si fa a festeggiare !” ha detto pochi giorni fa in un’intervista il nostro Westley.

Ma come al solito la più bella definizione l’ha data il nostro “Maestro” Claudio Ranieri.

“Wes per noi è come l’orso Baloo del “Libro della Giungla”. E’ un gigantesco orso gentile che si prende cura di tutti. E’ un capitano perfetto. Parla poco ma quando parla potete stare sicuri che ascoltano tutti !”

… CONTINUA …

About Author /

Remo Gandolfi è nato e vive a Parma. Ha un patentino di allenatore messo in qualche ripostiglio a prendere polvere, ama il calcio, il ciclismo, la musica rock, la storia contemporanea, l’Argentina, tutti i piatti con il tartufo e la Guinness. E sull'amato pallone la pensa esattamente come Angel Cappa, figura romantica del calcio argentino: “Non si può ridurre il calcio solo al risultato, come non si può ridurre l’amore solo all'orgasmo”.

Leave a Comment

Your email address will not be published.

Start typing and press Enter to search