ELIAS FIGUEROA: Volli fortissimamente volli

Per noi del “Nostro Calcio” è un mito assoluto. Uno dei difensori più forti della storia del calcio mondiale. Elias Figueroa è una delle nostre principali “sfide”: far conoscere questo campione ai tanti appassionati di calcio che sanno poco o nulla di lui.

Considerato per tre anni consecutivi il MIGLIOR CALCIATORE DEL SUDAMERICA (scusate se è poco) agli inizi di carriera dovette affrontare delle prove durissime.

Fin dalla tenera età Elias Figueroa dovette convivere con gravi problemi di salute. Prima la difterite che gli diedi problemi al cuore e poi un grave forma di asma.

Per lui pareva impossibile una vita normale ma la decisione dei genitori di trasferirsi nella città di Quilpuè (ancora oggi denominata la città del sole per il suo eccellente clima) fu decisiva.

Elias tornò ad essere un bambino normale … con un talento “fuori dal normale” per il pallone.

A 11 anni arriva però un’altra terribile notizia per il piccolo Elias che nel frattempo ha già messo in mostra le sue prodigiose doti nella piccola squadra locale: la poliomelite.

Figueroa rimane a letto per oltre un anno.

Guarisce ma quando lo fa deve praticamente imparare una seconda volta a camminare.

Ma è un ragazzino forte e coraggioso e poi c’è il pallone che per lui è una autentica ossessione.

Quando a 15 anni il Santiago Wanderers, una delle più importanti squadre cilene, gli offre un provino, Elias non si lascia sfuggire l’occasione.

Non solo.

Viene inserito nella squadra allievi dove resterà ben … un giorno ! Prima di essere aggregato alla Juniores il giorno successivo.

Passano poche settimane e Elias Figueroa, a 15 anni di età, farà il suo esordio tra i professionisti nella prima squadra del Santiago Wanderers.

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Remo Gandolfi è nato e vive a Parma. Ha un patentino di allenatore messo in qualche ripostiglio a prendere polvere, ama il calcio, il ciclismo, la musica rock, la storia contemporanea, l’Argentina, tutti i piatti con il tartufo e la Guinness. E sull'amato pallone la pensa esattamente come Angel Cappa, figura romantica del calcio argentino: “Non si può ridurre il calcio solo al risultato, come non si può ridurre l’amore solo all'orgasmo”.

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