Il BRASILE e il colore bianco

Una cosa è certa: Il Brasile che nel 2019 disputò la Copa America in tenuta bianca fece un grande sforzo di coraggio per cercare di dimenticare una ferita che a distanza di 70 anni non si è ancora completamente rimarginata.

Fu di quel colore che erano le maglie dei giocatori brasiliani nel famoso “Maracanazo”, ovvero la sconfitta con l’Uruguay nell’ultima partita del Mondiale del 1950, organizzato proprio dai brasiliani.

In una partita che non era una vera e propria finale ma semplicemente l’ultima di un girono finale a tre squadra ai brasiliani bastava un pareggio contro Varela, Schiaffino e compagni ma il gol di Ghiggia nel secondo tempo costò il titolo al Brasile.

Le magliette di color bianco, utilizzate in quell’occasione, furono scaramanticamente eliminate dalle future divise della Nazionale brasiliana che da allora gioca con la classica maglia giallo-oro come prima scelta e da quella azzurra (in passato più scura, vedi 1974) … fino alla clamorosa decisione di un anno fa.

A dimostrazione che ormai il marketing è più importante di tradizione e scaramanzia …

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Remo Gandolfi è nato e vive a Parma. Ha un patentino di allenatore messo in qualche ripostiglio a prendere polvere, ama il calcio, il ciclismo, la musica rock, la storia contemporanea, l’Argentina, tutti i piatti con il tartufo e la Guinness. E sull'amato pallone la pensa esattamente come Angel Cappa, figura romantica del calcio argentino: “Non si può ridurre il calcio solo al risultato, come non si può ridurre l’amore solo all'orgasmo”.

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