RAI e una mamma determinata

Rai è stato uno dei più forti calciatori brasiliani degli ultimi 20 anni del secolo scorso. Una tecnica sopraffina, eccellente visione di gioco e capacità di concludere a rete, su azione e da fermo.

Al San Paolo è stato un idolo assoluto.

Suoi furono i due gol che ribaltarono l’esito della sfida contro il Barcellona di Johann Cruyff nella finale della Coppa Intercontinentale del 1992 e fu determinante anche nella conquista delle due consecutive “Copa Libertadores” del 1992 e del 1993.

Anche il suo passaggio in Europa (5 stagioni al Paris Saint Germain) ha lasciato dolcissimi ricordi ai tifosi del club transalpino, soprattutto la conquista della Coppa delle Coppe nella stagione 1995-1996, prima di tornare nel “suo” San Paolo due stagioni dopo.

L’aneddoto che riguarda questo longilineo centrocampista offensivo non riguarda strettamente il calcio ma una decisione importante in seno alla famiglia di Rai.

Il padre di Rai, grande appassionato e cultura della storia greca, lo era al punto tale da battezzare i primi tre maschi della famiglia rispettivamente SOFOCLES, SOSTENES e SOCRATES (il celeberrimo “dottore” che capitanò il Brasile ai Mondiali del 1982 e militò anche in Italia nella file della Fiorentina).

L’idea del padre, alla nascita del quarto maschietto in casa Souza Vieira de Oliveira, è di chiamarlo SENOFONTES … per chiudere in qualche modo “il cerchio”.

A questo punto però la madre si oppone strenuamente.

Ne nasce un appassionato confronto famigliare.

Stavolta (per fortuna di Rai !) è la madre a spuntarla e il nuovo arrivato si chiamerà semplicemente “ RAIMONDO” che diventerà ben presto “RAI” per famigliari, amici e per tutti gli appassionati di calcio.

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Remo Gandolfi

Remo Gandolfi è nato e vive a Parma. Ha un patentino di allenatore messo in qualche ripostiglio a prendere polvere, ama il calcio, il ciclismo, la musica rock, la storia contemporanea, l’Argentina, tutti i piatti con il tartufo e la Guinness. E sull'amato pallone la pensa esattamente come Angel Cappa, figura romantica del calcio argentino: “Non si può ridurre il calcio solo al risultato, come non si può ridurre l’amore solo all'orgasmo”.

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