John Lambie, scomparso nel 2018, è stato un ex-calciatore e allenatore scozzese dalla lunga carriera ai vertici del campionato scozzese. Prima come giocatore nel Falkirk e nel St Johnstone e poi soprattutto come allenatore, distinguendosi per gli eccellenti risultati ottenuti soprattutto con il Partick Thistle che prima portò a qualificarsi per l’Intertoto nella stagione 1994-1995 e, dopo un’infelice esperienza sulla panchina del “suo” Falikirk, riuscì a riportare il Partick dalla Terza Divisione alla Premiership scozzese grazie a due promozioni consecutive … e con un budget praticamente inesistente.

Conosciuto per il suo carattere forte, ironico ma anche alquanto irascibile fu protagonista di un documentario girato dalla BBC Scozzese intitolato “Fly on the wall”, dove una telecamera nascosta nello spogliatoio del Partick riprendeva quanto avveniva tra le “quattro sacre mura” del calcio.

Il nostro amico Lambie non ne uscì benissimo visto il suo utilizzo praticamente ininterrotto di termini non propriamente consoni ad un programma televisivo, ma allo stesso tempo ne evidenziò con grande forza la sua semplicità, il suo trasporto e la grande capacità motivazionale.

… il problema che le parole di Lambie furono coperte da talmente tanti “BIP” che qualcuno pensò che la trasmissione fosse trasmessa con l’alfabeto Morse …

Era conosciutissimo per la sua grande ironia ma ci fu un episodio in cui superò se stesso.

E’ uno degli aneddoti più conosciuti di tutto il calcio britannico, tanto da meritarsi il titolo in una raccolta pubblicata dallo scrittore inglese Phil Shaw alcuni anni fa.

Si sta giocando un incontro di Prima Divisione quando il difensore del Partick Thistle Colin Mc Glashan dopo uno scontro aereo con un avversario rimane a terra.

Entra il massaggiatore del Partick per verificare le sue condizioni.

Dopo qualche minuto il massaggiatore si gira verso la sua panchina e rivolgendosi a Lambie gli dice che “Mc Glashan si sta riprendendo … il problema è che non sa più chi è …”

“Perfetto !” è la risposta di Lambie “Digli che è PELE’ e che può tornare a giocare”.

Inutile dire che la risata fu generale e condivisa da tutti i presenti.

… tutti tranne probabilmente il povero Mc Glashan …

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Remo Gandolfi

Remo Gandolfi è nato e vive a Parma. Ha un patentino di allenatore messo in qualche ripostiglio a prendere polvere, ama il calcio, il ciclismo, la musica rock, la storia contemporanea, l’Argentina, tutti i piatti con il tartufo e la Guinness. E sull'amato pallone la pensa esattamente come Angel Cappa, figura romantica del calcio argentino: “Non si può ridurre il calcio solo al risultato, come non si può ridurre l’amore solo all'orgasmo”.

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