HECTOR YAZALDE

Tra i 43 protagonisti di http://www.urbone.eu/obchod/matti-miti-e-meteore-del-f%C3%B9tbol-sudamericano è sicuramente uno dei nomi meno conosciuti ma la sua storia è davvero interessante e particolare.

Un’infanzia nella miseria, i primi calci in Argentina con l’Independiente (quando era talmente magro che temevano si rompesse le ossa ad ogni contrasto) il trasferimento in Europa allo Sporting Lisbona e dopo la prima stagione dove dovette subire l’ostracismo di alcuni compagni di squadra la consacrazione come uno degli attaccanti più forti in circolazione.

… talmente forte da vincere la “Scarpa d’oro” nel 1974 con ben 46 reti.

Ma la sua è anche una storia di solitudine, di depressione e di alcolismo … che lo hanno portato ad una morte prematura.

A seguire un breve stralcio dal libro.

ANEDDOTI E CURIOSITA’

……

La sua prima stagione allo Sporting fu decisamente difficile e complicata.

Il leader riconosciuto del team era il centrocampista Fernando Peres da Silva, una specie di “ducetto” all’interno dello spogliatoio. Capì immediatamente che un calciatore del livello di Yazalde ne avrebbe offuscato l’importanza all’interno della squadra e fece di tutto per ostacolare l’inserimento di Yazalde nella squadra. Non solo a Yazalde spesso e volentieri non veniva servito il pallone ma veniva sistematicamente picchiato in allenamento dagli uomini di Peres.

Perfino nella vita sociale del Club Yazalde all’inizio veniva escluso.

Il tutto sotto gli occhi del pavido allenatore Fernando Vaz, incapace di gestire questa situazione e di tutelare Yazalde.

Pur arrivando allo Sporting nel febbraio del 1971 proprio a causa di queste circostanze Yazalde fa il suo esordio ufficiale con lo Sporting solo all’inizio della stagione successiva, contro il Boavista. Vittoria dello Sporting per 4 a 1 e doppietta di Yazalde.

Con la partenza di Peres, letteralmente cacciato a calci dalla dirigenza e con l’arrivo del nuovo allenatore Màrio Lino, Yazalde torna ad essere quel fenomenale attaccante che era in Argentina.

Chiuderà la sua esperienza allo Sporting con una media gol strabiliante: 104 reti in 104 partite di campionato.

Come premio per la conquista di questo trofeo al vincitore spetta una TOYOTA nuova fiammante. Yazalde non ci pensa un secondo: vende la Toyota e divide l’incasso con tutti i suoi compagni di squadra. “Senza di loro non avrei mai segnato tutti quei gol per cui è il minimo che io possa fare” dirà “Chirola” per spiegare il suo gesto.

Sulle qualità umane di Hector Yazalde sono davvero innumerevoli gli aneddoti.

Il giorno stesso in cui il Direttore Sportivo dello Sporting Lisbona  Abrãao Sorin chiude la trattativa con l’Independiente per l’acquisto di Yazalde con il primo assegno incassato “Chirola” ordina la costruzione di una nuova casa per i suoi genitori a Buenos Aires

Anche durante la sua permanenza in Portogallo nonostante l’ottimo ingaggio Yazalde viveva in maniera assolutamente semplice. La gran parte dello stipendio la mandava regolarmente alla famiglia in Argentina. “Non mi è mai piaciuta l’ostentazione. Ho tutto quello che mi serve per stare bene e a casa mia del denaro ne hanno molto più bisogno di me” disse in più di un’occasione Yazalde.

… C O N T I N U A …

Ed ora “El Chirola” in azione!

About Author /

Remo Gandolfi è nato e vive a Parma. Ha un patentino di allenatore messo in qualche ripostiglio a prendere polvere, ama il calcio, il ciclismo, la musica rock, la storia contemporanea, l’Argentina, tutti i piatti con il tartufo e la Guinness. E sull'amato pallone la pensa esattamente come Angel Cappa, figura romantica del calcio argentino: “Non si può ridurre il calcio solo al risultato, come non si può ridurre l’amore solo all'orgasmo”.

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