GUNTER NETZER

In Germania la polemica sullo scarso utilizzo di Netzer in Nazionale (soprattutto quella vincente del 1974) non si è mai sopita del tutto.

Un regista vecchio stampo, di quelli con grande visione di gioco, con la capacità di aprire le difese avversarie con lanci millimetrici e palloni filtranti per le punte e di dettare i “tempi” delle partite. Molti dicono che il limite più grosso che aveva era quello di non giocare nel Bayern Monaco … ma neppure Wolfgang Overath, l’uomo che di fatto giocò nel suo ruolo in quella Nazionale, ci giocava.

Tratto da http://www.urbone.eu/media/images/shop/questo-e-il-nostro-calcio.jpg proviamo noi in questo breve estratto dal libro a spiegarne le ragioni.

Sempre nel libro troverete la completa biografia/tributo a questo grande campione, che amava la bella vita e che NON amava farsi mettere i piedi in testa da nessuno … allenatori in primis!

………

Il Borussia Monchengladbach fu uno degli autentici miracoli sportivi degli anni ’70.

Per quasi tutto quel periodo i grandi rivali dei “Puledri” (uno dei soprannomi del Borussia dell’epoca, composto soprattutto all’inizio da calciatori giovanissimi) sono stati i bavaresi del Bayern Monaco.

Addirittura tra il 1968 e il 1977 queste due squadre si sono divise tutti e 9 i campionati con il Borussia capace di conquistare 5 titoli contro i 4 del Bayern.

Una sfida aspra, appassionante e polemica.

Due stili completamente diversi di intendere il calcio.

Il ricco e “prepotente” Bayern Monaco e il povero e provinciale Borussia M’Gladbach.

Pragmatico, efficiente e conservatore quello del Bayern, più offensivo, creativo e spettacolare quello del Borussia.

Simboli incontrastati di questi due club Franz Beckenabuer da una parte e Gunter Netzer dall’altra.

Due leader carismatici, due punti di riferimento assoluti, due calciatori di grande talento … e in Nazionale due galli nello stesso pollaio.

Non è un segreto che il “Kaiser Franz” non vedesse di buon occhio la presenza con i bianchi di Germania del biondo centrocampista nativo proprio di Monchengladbach.

Aldilà dei motivi personali spesso tirati in ballo a sproposito (i due hanno sempre negato antipatie reciproche) il motivo era essenzialmente tattico e di coesistenza in campo.

Netzer era l’assoluto fulcro del gioco del Borussia con una libertà di movimento totale. Ogni singolo pallone passava dai suoi piedoni e spesso il biondo numero 10 si “abbassava” a farsi dare la palla anche dai propri colleghi di difesa.

Cosa inaccettabile per Franz Beckenbauer che pur giocando da libero quando il Bayern difendeva era il primo costruttore di gioco dei rossi bavaresi, sia giocando la palla da dietro sia inserendosi spessissimo in attacco.

Per questo Beckenbauer preferiva il molto più duttile (e soprattutto umile) Wolfgang Overath, un tedesco con caratteristiche da brasiliano e che amava giocare prevalentemente nella metà campo avversaria.

Alla fine le pressioni di Beckenbauer e dei compagni del Bayern (neo campioni d’Europa) convinsero il selezionatore tedesco Helmuth  Schoen a propendere per il mancino del Colonia, già protagonista in Messico quattro anni prima ma che aveva dovuto lasciare il posto a Netzer agli Europei vinti nel 1972.

Gunter Netzer nei mondiali del 1974 che videro i tedeschi salire sul tetto del mondo calcistico giocò la bellezza di … 21 minuti !

Entrando al posto di Overath e nella partita che la Germania Ovest vorrebbe con ogni probabilità cancellare più di ogni altra dalla propria storia: quella persa contro i cugini della Germania Est nel terzo incontro di qualificazione.

Quelle soddisfazioni che sono arrivate solo parzialmente con la Nazionale tedesca Netzer le raccoglierà a livello di Club. Dopo i trionfi in serie con il Borussia nell’estate del 1973 arriva come detto il trasferimento al Real Madrid.

… CONTINUA …

Ed ora, come al solito, Gunter Netzer in azione in questo breve ma quanto mai significativo video

About Author /

Remo Gandolfi è nato e vive a Parma. Ha un patentino di allenatore messo in qualche ripostiglio a prendere polvere, ama il calcio, il ciclismo, la musica rock, la storia contemporanea, l’Argentina, tutti i piatti con il tartufo e la Guinness. E sull'amato pallone la pensa esattamente come Angel Cappa, figura romantica del calcio argentino: “Non si può ridurre il calcio solo al risultato, come non si può ridurre l’amore solo all'orgasmo”.

Leave a Comment

Your email address will not be published.

Start typing and press Enter to search