KAZIMIERZ DEYNA: Un “10” da sogno

In Polonia è una leggenda. E per chi ha avuto la fortuna di averlo visto in azione ci sono ben pochi dubbi: “Kazi” Deyna è stato uno dei numeri “10” più forti dell’ultimo mezzo secolo.

Una visione di gioco e una tecnica di prim’ordine, un tiro preciso e potente e la capacità di adattarsi alla partita con grande intelligenza tattica, muovendosi a suo agio sia in cabina di regia sia come rifinitore alle spalle delle punte.

Deyna è uno dei protagonisti di http://www.urbone.eu/obchod/questo-e-il-nostro-calcio#:~:text=QUESTO%20%C3%88%20IL,campo%20di%20calcio dal quale vi proponiamo un breve estratto.

«Nel settembre del 1987 Deyna si troverà senza una squadra, con 40 primavere sul groppone, in gravi difficoltà economiche e senza avere la minima idea di cosa fare nel futuro.

“Non ho mai pensato a quando avrei smesso di giocare a calcio. Perfino adesso non riesco a pensarci … eppure sono costretto a farlo” dirà in una intervista dell’epoca.

Con una carriera che volge ormai al termine, una famiglia da mantenere e pochi soldi sul conto corrente i suoi demoni ritornano più accaniti e feroci che mai.

L’alcol torna ad essere padrone della sua vita.

Deyna rifiuta ogni tipo di aiuto e sostegno e si chiude invece sempre di più in se stesso.

Intanto nella sua Polonia le cose sono radicalmente cambiate.

Grazie alla strenua lotta dell’ex portuale Lech Walesa e del movimento “Solidarnosc” la Polonia sta sempre di più affrancandosi dallo stretto giogo dell’Unione Sovietica.

Sono in molti a consigliargli il ritorno nel suo paese.

In Polonia è adorato e sono pronti ad accoglierlo come il figliol prodigo.

Manca dalla sua Varsavia ormai da quasi 10 anni.

Negli Stati Uniti dove la popolarità del calcio è comunque ancora poca cosa, nessuno lo riconosce o si ricorda di lui, soprattutto dopo essere diventato un “ex”.

Per ben tre volte Deyna è già stato pizzicato a guidare in stato di ubriachezza.

Gli è stata prima sospesa la patente ed è stato in seguito condannato a 180 giorni di prigione … salvo essere poi rimesso in libertà dopo soli due giorni.

Tutto questo non gli insegna niente.

Sono le una e trenta della notte del 1° settembre 1989.

Deyna sta percorrendo la Interstate 15 Nord, sulla Mira Mesa Boulevard.

Sulla destra della carreggiata è fermo un grosso camion.

Ha i lampeggianti accesi.

Deyna è alla guida della sua Dodge Colt del 1974.

Si va a schiantare contro il camion.

Non c’è alcun segno di frenata.

Kaziemierz Deyna, il più forte calciatore polacco di tutti i tempi, morirà pochi minuti dopo il suo ricovero all’ospedale di San Diego per le gravissime ferite alla testa.

Il suo livello di alcol nel sangue sarà oltre il doppio di quello consentito.

Sono passati esattamente tre lustri da quel magico 1974 che consegnò alla storia di questo sport questo fantastico calciatore.

Kazimierz Deyna farà ritorno nella sua Varsavia solo nel giugno del 2012 e le sue ceneri saranno sepolte al Powazki, il cimitero militare di Varsavia».

Per chi lo ricorda e lo ha apprezzato e per chi non lo conosce un breve, imperdibile video.

About Author /

Remo Gandolfi è nato e vive a Parma. Ha un patentino di allenatore messo in qualche ripostiglio a prendere polvere, ama il calcio, il ciclismo, la musica rock, la storia contemporanea, l’Argentina, tutti i piatti con il tartufo e la Guinness. E sull'amato pallone la pensa esattamente come Angel Cappa, figura romantica del calcio argentino: “Non si può ridurre il calcio solo al risultato, come non si può ridurre l’amore solo all'orgasmo”.

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