Questa storia parla di un leone.

Ma non dell’animale da tutti considerato come il “Re della foresta”.

E c’entra solo in parte il fatto che nella squadra dove gioca sono tutti “Leoni”,

quelli del San Mames dell’Athletic Club di Bilbao.

Solo che Yeray Alvarez Lopez è un LEONE vero.

La sua è una storia di determinazione, di coraggio, di sofferenza che va ben

oltre la “normale” capacità umana di affrontare le avversità.

Yeray nasce il 24 gennaio del 1995 a Barakaldo, la cittadina alle porte di

Bilbao che tra l’altro ha dato i natali a Javier Clemente, l’ultimo allenatore a

portare i baschi al trionfo nella Liga.

Quando nasci da quelle parti e ti piace giocare a pallone il sogno è uno solo,

sempre quello, per tutti i ragazzini da generazioni e generazioni: giocare

nell’Athletic Club di Bilbao, indossare almeno una volta nella vita la maglietta

“zurigorri” (biancorossa) e calpestare il terreno del San Mames.

Yeray non è differente da tutti i suoi coetanei attuali, delle generazioni

passate e, potete scommetterci, di quelle future per chissà quanto tempo

ancora.

C’è una differenza però, e non da poco.

Yeray Alvarez Lopez a calcio ci sa giocare davvero.

Tanto che, entrato nella “Cantera del Lezama” (il favoloso centro sportivo

sulle colline sovrastanti Bilbao da sempre fucina inesauribile di talenti) a

tredici anni stabilirà uno strano ma incredibile record: non giocherà mai più

di una singola stagione nella stessa categoria.

Nelle cinque squadre giovanili in cinque anni diversi, poi uno nella Juniores,

uno nel Baskonia (terza squadra del Club che gioca nella D spagnola), uno

nel Bilbao Athletic (seconda squadra del Club in serie C) e poi in Prima

squadra dal 2016.

Sarà proprio a settembre di quell’anno, in una partita di Europa League a

Reggio Emilia contro il Sassuolo, che Yeray farà il suo esordio nell’Athletic.

E la sua prestazione sarà l’unica nota lieta di quel match per l’Athletic e i

suoi supporter che videro il Sassuolo “passeggiare” su un Athletic

stranamente abulico e impacciato.

Da quel giorno però la sua presenza in prima squadra non è mai più stata

messa in discussione … con il “Txingurri” Valverde (allenatore all’epoca)

e i tifosi dei Leones a fregarsi le mani all’idea di avere una coppia di centrali

del valore di Aymeric Laporte e proprio di Yeray.

… In pratica ruoli coperti per i prossimi dieci anni!

La dea bendata però non condivide questi progetti della società di Ibaigane,

dei fedeli e appassionati tifosi baschi e dello stesso Yeray.

Proprio mentre iniziano a susseguirsi voci di “forte interessamento” di Real

Madrid e soprattutto di Barcellona nei confronti del talentuoso difensore

dell’Athletic, poco prima di Natale di quel 2016 il Presidente Josu Urrutia

convoca in fretta e furia una conferenza stampa.

C’è molta curiosità fra i media anche e soprattutto considerando la serietà, il

rigore e la correttezza del Club basco, che ama tenere un profilo basso e il

più possibile lontano dai riflettori soprattutto dei media nazionali.

La notizia comunicata dal club in quella conferenza stampa lascia tutti

completamente sbigottiti: Yeray Alvarez, il ventunenne difensore dell’Athletic, ha il

cancro.

In un normale controllo di routine si è evidenziato un tumore al testicolo

destro. Società, compagni e tifosi sono increduli e affranti.

A Bilbao si vivono giorni di smarrimento totale.

A Bilbao non è come altrove.

“Uno dei nostri ragazzi sta male” è la frase che si sente dire nei bar, nei

negozi, nelle scuole e nelle officine.

A Bilbao, come in nessun’altra parte al mondo, questa frase ha un

significato così forte e profondo.

Sono tutti ragazzi baschi, molti di loro nati e cresciuti a Bilbao e nelle

immediate vicinanze.

Il senso di appartenenza della squadra ai tifosi e viceversa è qualcosa di

difficilmente spiegabile se non si è mai stati da quelle parti.

“Il ragazzo è sereno ed è forte. E’ pronto ad affrontare questa battaglia” dirà

Urrutia in quella conferenza stampa.

Yeray affronterà la malattia e l’operazione con una forza ed una maturità

incredibili per un ragazzo della sua età.

Come un leone insomma …

“Tornerò presto ragazzi” è quello che dirà ai compagni e ai tifosi prima di

entrare in sala operatoria.

Nessuno è in grado fare previsioni sulla data del suo rientro.

Peggio.

Nessuno è in grado di garantire che Yeray Alvarez Lopez potrà tornare su

un campo di calcio.

Ma si parlava di LEONI o sbaglio?

Tre settimane dopo l’operazione Yeray riceverà dai medici il via libera per

tornare agli allenamenti.

Sono gli ultimi giorni di gennaio del 2017.

Ad un mese e un giorno dalla operazione Yeray torna nella rosa dell’Athletic

per il match contro lo Sporting Gjion.

In campo, e da titolare, ci tornerà la settimana successiva, al Nou Camp,

contro Messi e compagni dimostrando ancora una volta che quello è il suo

posto e che non teme nessuno, nemmeno la squadra forse più forte del

globo.

È il 4 febbraio del 2017.

Ora però c’è da recuperare il tempo perduto.

C’è da aiutare l’Athletic a conquistare un posto in Europa per la prossima

stagione e c’è da ritrovare una maglia tra gli Under 21 della Spagna che in

estate parteciperanno agli europei di categoria.

Siamo a fine stagione.

Entrambi gli obiettivi sono stati raggiunti.

Yeray ha apportato senso della posizione, tempismo, velocità e capacità

nella costruzione del gioco alla difesa dei “Leones” … i gol del “vecchio”,

incombustibile Aduriz, hanno fatto il resto.

Già da marzo, in una amichevole contro i pari età della Danimarca, Yeray ha

ritrovato il suo posto nel cuore della difesa della nazionale under 21 e ora è

nella lista dei calciatori che partiranno per la fase finale in Polonia dalla metà

di giugno.

Prima di partire il ragazzo di Barakaldo si sottopone ad uno dei periodici

controlli di routine.

L’esito è devastante.

Il tumore è tornato.

Più aggressivo di prima.

È un incubo.

Non è possibile che la sfortuna si accanisca così con un ragazzo di 22 anni.

“State tranquilli. Vincerò anche stavolta” è l’unica cosa che scriverà Yeray

sul suo profilo Instagram … quando avrebbe il diritto sacrosanto di

imprecare, di piangersi addosso e di urlare al mondo tutta la sua rabbia.

Un lungo ciclo di chemioterapia lo attende.

Niente europei, niente vacanze, niente inizio della preparazione con i

compagni.

L’estate di questo ragazzone umile quanto coraggioso trascorre tra sedute

di chemio, riposo e speranze.

Un leone si diceva.

Ma stavolta accanto ha una leonessa, di quelle forti, dolci e presenti.

Si chiama Eneritz, ed è la sua ragazza.

Questa bellissima ragazza basca sarà lo scoglio a cui si aggrapperà Yeray

in questi mesi, il suo rifugio quando si isolerà da tutto il resto per giocare la

partita più importante della sua vita.

Ma accade qualcos’altro in questa estate di strenua lotta e di sofferenza.

Siamo circa a metà del lungo ciclo di chemioterapia quando Yeray decide di

far visita ai compagni di squadra che nel frattempo hanno ripreso gli

allenamenti a Lezama.

Yeray entra in uno spogliatoio che però sembra completamente deserto.

C’è un silenzio assoluto.

Poi svolta un angolo e ad accoglierlo ci sono tutti i suoi compagni di

squadra, che lo abbracciano, lo applaudono e gridano il suo nome.

Ma c’è di più.

Si fa fatica a riconoscere i vari De Marcos, Aduriz, Susaeta o Laporte.

Sapete perché? Perché si sono tutti rasati a zero, proprio come è stato

costretto a fare Yeray, in un bellissimo e commovente gesto di solidarietà.

La scena è sul web.

Non commuoversi è umanamente impossibile.

Bastano quei pochi secondi per capire che l’Athletic, e Bilbao, sono

qualcosa di speciale, di unico.

Passa tutta l’estate e arriva l’autunno.

I dubbi, le paure e le speranze si inseguono e si confondono.

Finalmente è il “Kuko” Ziganda, il nuovo manager ed ex grande attaccante

dell’Athletic, a dare la notizia più bella.

“Yeray sta bene e fra pochi giorni tornerà ad allenarsi con noi”.

Siamo a fine settembre.

Il Club e tutto il popolo dell’Athletic tirano un enorme sospiro di sollievo.

Il ragazzo che con il suo coraggio impavido ha conquistato il cuore di tutta la

Naziona Basca è tornato.

La chemio lo ha debilitato parecchio, stavolta i tempi sono più lunghi.

Ma l’Athletic, Bilbao e la Nazione Basca lo aspettano con pazienza.

Finalmente il 7 di gennaio del 2018 si rimette scarpe, pantaloncini e la SUA maglia numero 5.

Quel giorno al San Mames c’è l’Alaves e Yeray è solo in panchina.

… quando si alzerà per iniziare il riscaldamento sarà un boato a salutarlo.

È un urlo liberatorio di tutto il San Mames, che, tutto in piedi, lo applaude e

lo chiama.

“Il nostro ragazzo è tornato” è la frase che domani si sentirà dire nei bar, nei

negozi, nelle scuole e nelle officine.

Non giocherà in quel match.

Rientrerà come l’anno precedente il 4 di febbraio in un incontro fuori casa a

Girona.

“Il giorno più bello di questa stagione” diranno tanti tifosi “Zurigorri” in una

stagione tribolata e avara di soddisfazioni.

Ma da quelle parti lo sanno che ad anni buoni si alternano anni difficili dove

però tifosi e squadra sanno compattarsi ancora di più per uscire insieme

dalle difficoltà.

I Baschi fanno dell’orgoglio e della determinazione le loro peculiarità

principali.

Yeray Alvarez Lopez ne ha incarnato più di chiunque questa immagine.

Due partite “secche” contro il male.

Due vittorie nette e schiaccianti.

“Ora sono più forte e determinato di prima” dirà Yeray a pochi giorni dal suo

rientro agonistico “e ora apprezzo ancora di più le cose semplici della vita,

come bere un bicchiere di vino, una serata al cinema con Eneritz o una cena

tra amici.”

Oggi, a 25 anni il tempo è tutto dalla parte di questo ragazzo che ha mantenuto

intatti i suoi sogni: giocare con la Nazionale spagnola e soprattutto alzare un

trofeo con l’Athletic Club di Bilbao.

… e che quando gli parlano dell’interessamento nei suoi confronti dei grandi

Club si mette a ridere e risponde “Scusate, ma sapete dove sono nato vero?

Beh, io è qui che voglio giocare tutte le partite della mia carriera.”

E che il cielo stavolta ti ascolti, Yeray Alvarez, leone fra i leoni.