CARLOS BILARDO e una decisione estrema

Prima di diventare l’allenatore che portò la Nazionale Argentina sul tetto del mondo calcistico nel 1986 Carlos Bilardo fu l’allenatore della Nazionale della Colombia nei primi anni ’80.

Il suo obiettivo era quello di qualificare la nazionale colombiana per i Mondiali di Spagna del 1982.

Obiettivo che Bilardo fallì.

La delusione fu talmente grande che lo stesso Bilardo ammise che pensò più volte addirittura al suicidio, non riuscendo a darsi pace per questo fallimento.

Una sera in particolare, nell’agosto del 1981, dopo la sconfitta in Perù che di fatto tolse alla Colombia la possibilità di qualificarsi per il Mondiale dell’estate successiva in terra iberica, Bilardo, nell’albergo che ospitava la nazionale colombiana a Lima, si era convinto a farla finita.

L’idea era quella di lanciarsi dal balcone dell’albergo in cui era ospitata la squadra.

Fu l’intervento del preparatore fisico che lo dissuase da quell’estremo gesto. Fu lo stesso Bilardo a raccontare anni dopo l’episodio ad un giornalista argentino, Luciano Wernicke.

Esagerato ? Patetico ? Folle ? Non saremo certo noi a giudicare ma le parole di Bilardo in quell’occasione per noi sono sufficienti a capirlo e ad apprezzarlo ancora di più.

“Mi sentivo come se avessi tradito tutto il popolo colombiano che in me aveva riposto così tanta fiducia”.

… per fortuna, neppure cinque anni dopo, il destino decise di premiare il Dottor  Carlos Bilardo …

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Remo Gandolfi

Remo Gandolfi è nato e vive a Parma. Ha un patentino di allenatore messo in qualche ripostiglio a prendere polvere, ama il calcio, il ciclismo, la musica rock, la storia contemporanea, l’Argentina, tutti i piatti con il tartufo e la Guinness. E sull'amato pallone la pensa esattamente come Angel Cappa, figura romantica del calcio argentino: “Non si può ridurre il calcio solo al risultato, come non si può ridurre l’amore solo all'orgasmo”.

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