ARDILES, VILLA e la reputazione

Al loro arrivo in Inghilterra nelle file del Totthenam Osvaldo Ardiles e Ricardo Villa non trovano esattamente un ambiente facile.

Vengono visti da molti avversari come delle “star” (sono campioni del Mondo in carica con l’Argentina) magari un po’ viziate e arrivate in Inghilterra solo per motivi economici.

Si sbagliano clamorosamente.

Ossie Ardiles è uno dei centrocampisti più forti e calcisticamente intelligenti del pianeta. Questo gli permette, nonostante un fisico esile, di affrontare senza problemi la fisicità del calcio inglese.

Ricky Villa invece arriva con la fama di “duro”.

La sua entrata sul brasiliano Batista nel corso di Argentina v Brasile ai Mondiali è ben presente nella memoria dei calciatori della First Division inglese.

Inoltre i suoi 185 centimetri, gli 80 kg abbondanti e la folta barba rendono il suo aspetto quello di uno da prendere con le molle.

In una delle prime uscite in campionato il Totthenam affronta il Chelsea.

Nel Chelsea milita Ron “Chopper” Harris, considerato uno dei calciatori più tosti e determinati di tutta la First Division. Dopo pochi minuti Harris cerca di imporre la sua legge ed entra con decisione su Ricky Villa.

“Gli rimbalzò letteralmente addosso” racconta il compagno di squadra Ardiles aggiungendo che “Harris finì lungo disteso mentre Ricky non si mosse di un centimetro”.

La cosa destò una grande impressione anche e soprattutto nei confronti dei compagni di squadra del Totthenam.

“In allenamento non c’era nessuno che non gli portasse assoluto rispetto, evitando con grande attenzione di scontrarsi con lui in tackle” racconta sempre Ardiles.

La realtà come spesso accade, è ben diversa.

“Conosco Ricky da sempre ed è il ragazzo più buono e tranquillo del mondo. Il fallo su Batista fu assolutamente involontario e a fine partita si scusò più volte con il brasiliano. Certo il fisico lo aiutava non poco ma fui io stesso a consigliare a Ricardo di godere di questa sua nuova credibilità … anche perché così gli avversari in seguito ci pensarono due volte prima di prendersela con il sottoscritto sapendo poi che Villa avrebbe restituito il tutto con gli interessi !”.

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Remo Gandolfi è nato e vive a Parma. Ha un patentino di allenatore messo in qualche ripostiglio a prendere polvere, ama il calcio, il ciclismo, la musica rock, la storia contemporanea, l’Argentina, tutti i piatti con il tartufo e la Guinness. E sull'amato pallone la pensa esattamente come Angel Cappa, figura romantica del calcio argentino: “Non si può ridurre il calcio solo al risultato, come non si può ridurre l’amore solo all'orgasmo”.

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