Nel 1987 il Parma giocava in serie B. Dall’ultimo fallimento con successiva rinascita (tra il ’69 e il ’70) il club si era sempre mantenuto tra seconda e terza serie. Dal ’77 il patron era Ernesto Ceresini, impresario edile visceralmente attaccato al Parma. Già all’epoca però il calcio era un giocattolo assai costoso e pur avendo Ceresini buone possibilità, la gestione di una squadra, tanto più se si nutriva qualche ambizione, era economicamente pesante. Nella stagione ’86-’87 il Parma aveva per la prima volta nella sua storia accarezzato l’idea di salire in serie A. Quella giocata una tantum nel ’25 in un campionato diviso in gironi contava poco. A metà anni ’80 invece proprio dal Tardini prese le mosse un profeta visionario come Arrigo Sacchi (ingaggiato nell’’85 dopo le esperienze alla Primavera della Fiorentina e al Rimini in C). Prima stagione coronata dal salto  in B e secondo anno da neopromossi sempre a cavallo della zona promozione fino alla primavera quando le partenze già sancite di Sacchi, Bortolazzi, Mussi e Bianchi alla volta del Milan del nuovo patron Berlusconi e di Signorini verso la Roma finirono per indebolire la concentrazione del gruppo. 

Ceresini e il diesse Sogliano però non si diedero per vinti: ennesima rivoluzione e altro giovane profeta in panchina: l’ingaggio di Zdenek Zeman e di una banda di giovani di belle speranze pareva preludere a un’annata di calcio spettacolo almeno pari a quelle appena passate. 

Che dire? Quell’estate i tifosi del Parma non la dimenticheranno mai.

Nel ritiro di Tizzano il boemo torchiava a sangue i suoi calciatori, costretti a sputare l’anima su e giù per gradoni e piste da motocross ma quando poi si andava in campo erano squilli di tromba. Pensate che in amichevole si battè la Roma mentre in Coppa Italia si fece fuori ai rigori a San Siro proprio il Milan di Arrigo Sacchi. 

Ma la vera perla dell’estate fu la sfida con il Real Madrid.  Se fino a qualche mese prima qualcuno a Parma avesse ipotizzato la possibilità di vedere i crociati sfidare le “merengues” sarebbe stato internato a Colorno,  sede di un manicomio pian piano svuotato dalla legge Basaglia ma rimasto nell’immaginario collettivo locale come la destinazione di tutti i “matti’’. 

E invece martedì 18 agosto 1987 il Tardini gremito da 15 mila spettatori ospita Parma-Real Madrid. La ragione sta nello sponsor: da qualche settimana infatti Ceresini aveva trovato una sponda preziosa nella Parmalat, che guarda caso apponeva il suo marchio anche sul petto del Real, fresco vincitore del suo 22esimo scudetto. E allora ecco andare in scena un amichevole derby del latte: roba da stropicciarsi gli occhi per chi, quell’anno, al Tardini aveva visto arrivare al massimo il Taranto, il Campobasso o la Sambenedettese. 

Sulla panchina madridista siede il giramondo olandese Leo Beenhakker, la stella è il ‘’Buitre’’ Butragueno ma ci sono anche Hugo Sanchez, Santillana, Buyo, Gallego, Sanchis.  Eppure i ragazzotti di Zeman non si lasciano impressionare. Difesa alta, pressing a tutto campo, e dopo appena due minuti da una palla riconquistata nasce il gol di Francesco Turrini, l’ala destra nel tridente. Il Real accusa il colpo, si muove compassato e soffre maledettamente la verve del Parma, in campo con una luccicante quanto insolita divisa tutta rossa. A metà ripresa il raddoppio, con Turrini ancora protagonista, stavolta con un bell’assist per Enzo Gambaro. Il terzino entra l’area e quasi dal fondo fulmina il portiere Augustin sul suo palo. E’ un tripudio collettivo, la ‘’ola’’ fa il giro dello stadio, la gente non crede ai suoi occhi e, nonostante il subentrato Butragueno quasi allo scadere segni deliziosamente il 2-1, se ne va a casa persuasa di aver assistito a un evento storico, da raccontare a figli e nipoti. ‘’Il Parma ha battuto il Real Madrid: è tutto vero e io c’ero!’’.

E se l’episodio assume i contorni di un fatto storico, giusto dare spazio ai documenti, in questo caso il tabellino. Che se no magari c’è chi pensa ci si dietro dell’invenzione.

Marcatori: pt 2’ Turrini; st. 20’ Gambaro, 42’ Butragueno.

Parma: Ferrari; Gambaro, Apolloni, Dondoni, Carboni; Osio, Pasa (71’ Di Fabio), Zannoni; Turrini, Osio, Impallomeni (71’ Sotgia)

Real Madrid: Augustin; Chendo, Tendillo, Sanchis, Solana, Maqueda, Pardeza (46’P.Llorente), Michel (78’ J.Llorente), Sanchez (46’ Butragueno), Santillana, Vilchez (46’ M. Vazquez).

Arbitro: Casarin

La carriera più fulgida tra gli ‘’eroi’’ di quella sera l’ha fatta Gigi Apolloni, tante coppe a Parma e una finale mondiale a duellare con Romario,  e subito dopo Marco Osio (che firmerà la prima vittoria crociata in serie A tre anni dopo, infilando di testa il Napoli di Maradona campione d’Italia) ma anche i terzini Gambaro e Carboni hanno avuto carriere lusinghiere. L’arbitro Casarin appenderà il fischietto al chiodo nell’88 e dal 2000 al 2003 lavorerà propio al Parma di Tanzi come responsabile delle relazioni internazionali.

Già, perché dopo l‘approdo in serie A nel ’90 con Nevio Scala, la Parmalat subentrò  alla famiglia Ceresini nella proprietà del club e grazie ai suoi mezzi la squadra disputerà le coppe europee ininterrottamente dal ’91 al 2007. Insomma, quella sera Parma e il Parma diedero un primo, succoso morso alle emozioni delle serate di Coppa. Una favola lunga e piena di trionfi. Invece quell’estate dell’’87, come tutte le cose talmente belle da sembrare incredibili, durò poco. In tribuna al Tardini, ad assistere a Parma-Real, c’era tra gli altri l’allora allenatore del Bologna Gigi Maifredi, altro esponente della nouvelle vague e del calcio-champagne. Ebbene, ai primi di ottobre, sarà proprio il suo Bologna, con un 3-1 al Dall’Ara, a segnare la fine dell’era-Zeman, esonerato per aver raccolto solo quattro punti in sette  gare e con una lunga serie di gol incassati per una maldestra applicazione della tattica del fuorigioco. 

Di serate di gloria nei successivi trenta e passa anni al Tardini se ne sono vissute decine e decine, ma quella con il Real Madrid, sfogliando oggi il libro dei ricordi, è stata la scintilla che ha scatenato l’incendio. Vista come s’è conclusa la parabola della meteora-Zeman, poteva sembrare un futile bagliore di lucciola nel buio di una notte d’estate: s’è rivelata invece la prima di una scia di stelle luminose nella memoria e nel cuore  dei tifosi parmigiani. 

Paolo Grossi
Paolo Grossi

Ormai prossimo ai sessant'anni, Paolo Grossi da trentacinque segue da vicino le vicende del Parma. Da Sacchi a D'Aversa, da Signorini a Gervinho, ha seguito passo passo tecnici e giocatori protagonisti nel Ducato. Una laurea in lingue; è allenatore di calcio Uefa B e finché il lavoro gliel'ha consentito ha guidato formazioni giovanili. Ama la sua bici da corsa, il trekking, la letteratura e, da buon parmigiano i piaceri della tavola

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