Uno dei team più popolari della storia recente del calcio britannico fu senz’altro l’Arsenal di fine anni ’70. Squadra composta da giocatori di talento (Liam Brady, Graham Rix, David O’Leary, Frank Stapleton e Pat Jennings) di corsa e di grinta (Brian Talbot, Pat Rice, David Price e Alan Sunderlan) e con un pizzico di follia  rappresentata dal terzino nord-irlandese Sammy Nelson (che durante una partita ad Highbury decise di rispondere alla contestazione dei suoi tifosi mostrando loro il deretano dopo aver segnato un gol) e soprattutto del gigantesco difensore scozzese Willie Young.

Young era amatissimo dalla North Bank, ovvero il settore dei tifosi più scatenati e fedeli dei Gunners londinesi.

Il suo ardore agonistico, il suo indomito coraggio oltre che alla sua innata simpatia lo fecero diventare ben presto uno dei calciatori di culto di quel team.

… Niente affatto male per uno che arrivava dagli “odiati” cugini del Totthenam Hotspurs …

Per lui i tifosi dell’Arsenal crearono uno dei cori più divertenti in assoluto (we’ve got the biggest “willy” in the league …).

L’aneddoto che lo riguarda racconta di una spedizione organizzata dal manager Terry Neill e dal coach Don Howe presso una scuola di danza londinese.

L’obiettivo è permettere di apprendere alcuni esercizi che possano migliorare l’equilibrio e la coordinazione dei calciatori della prima squadra.

Dopo la dimostrazione dell’insegnante è il momento per Brady e compagni di esibirsi nei primi esercizi.

Tutti iniziano a muoversi seguendo le istruzione dell’insegnante.

Tutti meno uno.

Willie Young.

“Willie, che cavolo fai ? Forza mettiti al lavoro con gli altri !” lo invita senza troppi complimenti Neill.

“Ma non ci penso neanche” è la contundente risposta del rosso difensore scozzese.

“Ah davvero ?” lo sfida Neill. “Allora facciamo che se non inizi subito sono 10 sterline di multa”.

“Non me ne può fregare di meno Boss” insiste Young senza scomporsi minimamente.

“Bene. Allora facciamo che le sterline di multa diventano 20. Cosa mi dici Willie ?” chiede sempre più stizzito il manager dell’Arsenal.

“Dico che continua a non fregarmene nulla. Io questa roba qua da femminucce non la faccio di certo”.

E’ la risposta definitiva di Young.

“Ok. Nessun problema. Per te sono 100 sterline di multa e ci vediamo domani nel mio ufficio” sbotta un arrabiatissimo Neill.

Tutti i calciatori rimangono immobili.

Si girano verso Young.

Lo trovano con le ginocchia piegate che si sta alzando e abbassando con una delicata cadenza.

“Guardi Boss ! Le piace questo PLIE’ ?????”

E’ un’autentica esplosione di risate.

Terry Neill compreso.

Willie Young (the biggest “willy” in the league) dopo un paio di stagioni si trasferirà al Nottingham Forest, alla corte di Brian Clough.

… e due personalità del genere daranno vita ad alcuni scontri epici …

Rimanete sintonizzati …

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Remo Gandolfi

Remo Gandolfi è nato e vive a Parma. Ha un patentino di allenatore messo in qualche ripostiglio a prendere polvere, ama il calcio, il ciclismo, la musica rock, la storia contemporanea, l’Argentina, tutti i piatti con il tartufo e la Guinness. E sull'amato pallone la pensa esattamente come Angel Cappa, figura romantica del calcio argentino: “Non si può ridurre il calcio solo al risultato, come non si può ridurre l’amore solo all'orgasmo”.

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