Le rivalità calcistiche, in Gran Bretagna, sono da sempre sentitissime. Per ogni squadra del cuore ne esiste un’altra da “odiare” profondamente. E’ di solito quella il cui risultato si guarda per “secondo” dopo una giornata calcistica. La delusione per una sconfitta del nostro amato club può essere parzialmente assorbita da una della squadra rivale e da sempre la giornata “perfetta” per un tifoso di calcio è la vittoria del nostro team e la contemporanea sconfitta di quello avversario.

Derby vs Nottingham, City vs United, Arsenal vs Totthenam, Millwall vs West Ham, Sunderland vs Newcastle … per non parlare poi di Celtic vs Rangers a nord del Vallo di Adriano.

Portsmouth e Southampton, team della costa sud dell’Inghilterra non fanno ovviamente differenza…

E’ il primo giorno di scuola in una classe delle medie inferiori nell’Hampshire, nel Sud Est dell’Inghilterra. La nuova professoressa di letteratura inglese, smaniosa di fare colpo sui suoi alunni, annuncia alla classe di essere una grande tifosa del Southampton.

La cosa scatena l’entusiasmo della classe e a quel punto è lei stessa che chiede a chi è tifoso dei “Saints” di alzare la mano.

E’ praticamente un plebiscito.

C’è solo una ragazzina che rimane immobile con le braccia conserte.

“Tu non fai il tifo per il Southampton ?” chiede la Prof all’unica “dissidente”.

“No. Io tifo Portsmouth” è la risposta secca.

“E come mai tifi Portsmouth ?” le chiede incuriosita l’insegnante.

“Molto semplice. Mio padre tifa Portsmouth, mia madre tifa Portsmough e mio fratello anche” risponde senza scomporsi la ragazzina.

“Questo però non significa che tu debba per forza fare quello che fanno i componenti della tua famiglia !” insiste la professoressa.

“Prova a pensare se tuo padre fosse uno spacciatore, tua madre una prostituta e tuo fratello un teppista … tu cosa faresti ?” rincara la dose la Prof.

“Beh, in questo caso tiferei di sicuro Southampton !” è la brillante risposta della ragazzina.

(Questo racconto, molto popolare in Gran Bretagna, viene spesso raccontato assegnando la paternità a diverse tifoserie anche se sembra proprio che la discussione in oggetto sia avvenuta realmente nel sud dell’Inghilterra diversi anni fa)

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Remo Gandolfi

Remo Gandolfi è nato e vive a Parma. Ha un patentino di allenatore messo in qualche ripostiglio a prendere polvere, ama il calcio, il ciclismo, la musica rock, la storia contemporanea, l’Argentina, tutti i piatti con il tartufo e la Guinness. E sull'amato pallone la pensa esattamente come Angel Cappa, figura romantica del calcio argentino: “Non si può ridurre il calcio solo al risultato, come non si può ridurre l’amore solo all'orgasmo”.

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