AVI RAN: 23 anni sono pochi …

23 anni sono pochi per un portiere. Pochissimi. Quello del portiere è un ruolo diverso da tutti gli altri. Occorre tempo, costanza e tanta esperienza.

Dino Zoff, Peter Shilton, Lev Yascin, Pat Jennings … tutti grandi portieri che hanno compiuto il loro 40mo anno di età tra i pali di una porta di calcio.

23 anni sono pochi per convincere un allenatore che nonostante quello che hai fatto vedere nella stagione precedente vuole a tutti i costi uno più esperto di te a difendere i pali della squadra che allena e che è la stessa nella quale sei cresciuto e dove ti sei convinto di esserti meritato di giocare.

Ma alla fine ce la fai, anche perché compagni e dirigenti ti sostengono.

Non sei solo un eccellente portiere.

Sei simpatico, spiritoso e disponibile.

E ti vogliono tutti bene.

23 sono pochi eppure a quell’età hai già vinto due campionati da titolare con il tuo Maccabi Haifa squadra nella quale giochi da sempre e dove hai esordito a diciassette anni e non in una partita qualsiasi: contro i vostri grandi rivali del Maccabi di Tel Aviv che in quei novanta minuti non sono riusciti a farti gol.

23 anni sono pochi per essere giudicato il “Miglior giocatore della stagione” eppure è esattamente quello che ti capita alla fine della stagione 1985-1986 dove in 30 partite di campionato subisci la miseria di diciotto reti, un record per il campionato del tuo paese.

23 anni sono pochi per un portiere. Eppure a quell’età sei già titolare della Nazionale del tuo paese e ti trovi a giocare contro squadre come l’Argentina, il Brasile, l’Inghilterra o la Germania e anche se devi raccogliere tante volte il pallone in fondo al sacco sono tanti quelli che rimangono ammirati da “quel giovane portiere israeliano”.

23 anni sono pochi per convincere il Liverpool e le altre squadre inglesi che ti stanno seguendo ormai da un paio di stagioni. Non si sono ancora decise ma sai bene che è solo questione di tempo. Sei alto, forte fisicamente e la tua specialità è nelle uscite alte … in Inghilterra quelli come te sono più preziosi di un buon whisky invecchiato.

23 anni sono pochi anche per pensare che non puoi fare errori. Gli errori li fanno tutti i portieri, anche i più bravi e i più esperti. E così capita che contro la Scozia con la tua Nazionale sbagli il tempo di un’uscita e Paul Mc Stay ne approfitta. Sarà l’unico gol della partita, quello della vittoria degli scozzesi.

… 23 anni sono pochi, troppo pochi per morire.

E’ l’11 luglio del 1987. Fra un paio di settimane riprenderanno gli allenamenti per una nuova stagione. L’ultima non è andata benissimo e al Maccabi Haifa, la tua squadra, c’è tanta voglia di rifarsi e tornare ai vertici del campionato, come nell’84 e nell’85 dove le “scimmie verdi” (questo il soprannome del tuo Club) avevano trionfato … con te come titolare indiscusso.

Prima ci sono ancora dei giorni di vacanza che decidi di trascorrere con qualche amico e compagno di squadra sulle bellissime spiagge di Tiberias.

I tuoi compagni se ne stanno al sole, con i loro cocktail, a scherzare e a fare la corte a qualche ragazza. Per te che sei sempre stato iperattivo non è esattamente l’ideale di giornata.

Decidi di fare un po’ di sci d’acqua.

Ti piace da matti e sei diventato anche bravo.

Bravo però non basta per evitare un motoscafo lanciato a tutta velocità che ti travolge in pieno.

Quel motoscafo non doveva essere lì.

Ci sarà qualcuno che finirà per diversi anni in carcere.

Ma il Maccabi Haifa perderà un grande portiere e la comunità un ragazzo a cui volevano bene tutti per la sua serietà e professionalità in campo e in allenamento e per la sua simpatia contagiosa fuori da un rettangolo di gioco.

Al tuo funerale ci saranno 14mila persone.

Difficile trovare una maniera migliore di spiegare quanto tu fossi amato, Avi Ran.

Avi Ran nasce ad Haifa nell’agosto del 1963. Entra nel settore giovanile del Maccabi Haifa ma ci vuole molto poco a capire che il ragazzo ha davvero stoffa.

E’ alto (185 centimetri), agilissimo e determinato e incanta non solo per le sue doti fisiche e tecniche.

Avi è due persone in una.

Tanto è serissimo, professionale e scrupoloso in allenamento quanto è guascone, spiritoso e perennemente allegro fuori dal campo.

Questa sua caratteristica sarà determinante durante la stagione 1983-1984. Sulla panchina del Maccabi Haifa si siede Shlomo Scharf che nonostante le ottime prestazioni di Ran nella stagione precedente ritiene che occorra un portiere con maggiore esperienza.

Arie Haviv del Hapoel Yehud è il prescelto da Scharf che intende cedere Ran.

Nello spogliatoio del Maccabi si scatena un’autentica rivolta.

Sono tanti i giocatori che intervengono in difesa di Avi facendo pressione sulla dirigenza.

Tra i più determinati c’è l’attaccante Ronnie Rosenthal, che avrà un in seguito una eccellente carriera in Europa nelle file di Bruges, Standard Liegi, Liverpool e Totthenam Hotspurs.

Alla fine Avi Ran rimane e dopo poche partite sarà lui a diventare titolare della squadra che in quella stessa stagione conquisterà il primo titolo della sua storia.

Il Maccabi Haifa trionferà anche nel campionato successivo nel quale Ran concederà la miseria di diciotto reti in trenta partite, ancora oggi il minor numero di reti concesso in un campionato dalle “Scimmie Verdi”.

Nella stagione 1985-1986 il Maccabi Haifa dovrà accontentarsi del secondo posto e l’anno successivo andrà decisamente peggio. Solo un nono posto ma Ran in quelle tre stagioni stabilirà un altro record giocando tutte e 90 le partite di campionato senza saltare neppure un minuto.

Spesso lo fa in condizioni fisiche tutt’altro che perfette (spalle lussate, micro-fratture, polsi slogati o guai muscolari) guadagnandosi ulteriormente l’apprezzamento e l’affetto dei propri tifosi.

Anche nella Nazionale d’Israele è ormai diventato un titolare inamovibile ed è in quel periodo che si intensificano le voci riguardanti un suo interessamento da parte di alcune squadre inglesi, il Liverpool su tutte.

Non se ne farà nulla.

Non per volere del Liverpool, di Ran o della dirigenza del Maccabi … ma per colpa di un incauto pilota di motoscafo.

E’ uscito l’ultimo libro di Remo Gandolfi. “Matti, miti e meteore del futbol sudamericano”.

Qui sotto il link

http://www.urbone.eu/obchod/matti-miti-e-meteore-del-f%C3%B9tbol-sudamericano

About Author /

Remo Gandolfi è nato e vive a Parma. Ha un patentino di allenatore messo in qualche ripostiglio a prendere polvere, ama il calcio, il ciclismo, la musica rock, la storia contemporanea, l’Argentina, tutti i piatti con il tartufo e la Guinness. E sull'amato pallone la pensa esattamente come Angel Cappa, figura romantica del calcio argentino: “Non si può ridurre il calcio solo al risultato, come non si può ridurre l’amore solo all'orgasmo”.

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