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Champions League

1510261 w1

 

REAL MADRID

 

I. CASILLAS 5,5: L'eterno numero uno madridista sarà pure uno dei portieri più forti di sempre, ma ogni tanto scambia l'area di rigore per una pista di ballo. Ancora non è chiaro se fosse rumba, salsa o tango il passo di danza sul gol di Godin; deve ringraziare il suo numero 11 se oggi si l'attenzione dei media non è tutta su di lui. Don Lurio.

F. COENTRAO 5,5: Non è stata certo la partita della vita per il terzino destro dei blancos. All'inizio ha sofferto l'incisività degli uomini del Cholo, senza portarsi in avanti con le sue solite sgaloppate. Scolastico. ('58 MARCELO 7: Dal momento che entra in campo scombussola i reparti arretrati dell'Atletico. Corre, dribbla e segna il 3-1 come se fosse una partitella d'allenamento. Inasserstabile.)

S. RAMOS 6,5: Il migliore dei difensori di Carlo Ancelotti. È lui il vero capitano e l'orgoglio di questo Real. Detta legge e tempi nell'area di rigore, anche perchè se si dovesse affidare a Casillas sarebbe spacciato. Il colpa di testa nei minuti di recupero è un autentico miracolo. La S. davanti al cognome sta per Santo.

D. CARVAJAL 5,5: Prestazione simile all'altro terzino. Nel primo tempo prende più calci che palloni, nel secondo soffre molto le percussioni di Koke e Adrian che lo mandano in bambola più di una volta. Distratto.

VARANE 6: La partita per lui si fa in discesa quando Diego Costa abbandona il campo. Villa non gli procurerà molti problemi, ma è costretto a difendersi dalla furia di Simeone che entra in campo non certo per fargli i complimenti, dopo un insulto di troppo. Provocatore.

A. DI MARIA 7,5: semplicemente formidabile. Ha un passo in più rispetto agli altri, corre come un pazzo, lo fermi soltanto se ti metti di traverso. Splendida l'azione che ha portato al gol di Bale. 'Cezionale.

S. KHEDIRA 5: Non è Xavi Alonso e ce ne siamo accorti tutti, e l'infortunio che lo ha acciaccato per molti mesi ce ne dà la conferma. Soffre a centrocampo e Ancelotti pensa bene di tirarlo fuori. Ingombrante. ('58 ISCO 5,5: il suo ingresso in campo non ha cambiato gran che nella partita. Impalpabile).

L. MODRIC 6,5: Lottatore, sicuro con la palla al piede, gliela togli soltanto con le cattive. Certezza.

C. RONALDO 6:  Doveva essere il match più importante della sua stagione, per questa partita aveva fatto salti mortali pur di esserci, ma alla fine è come se non ci fosse stato. Praticamente estraneo per tutta la partita fino alla realizzazione del penalty. Non è dagli addominali che si giudica un campione. Dandy da strapazzo.

G. BALE 7: le prova tutte nei tempi supplementari, sbaglia l'impossibile, sembra che la porta sia stregata per lui. Ma dopo un'azione travolgente di Di Maria si fa trovare al posto giusto e la piazza dentro. Decisivo.

K. BENZEMA 5: Ancelotti lo rischia sin dal primo minuto, nonostante non fosse al 100%. la prestazione lo dimostra. Courtois non lo ha visto calciare una volta in porta. Assente. ('79 MORATA S.V.)

C. ANCELOTTI 7,5: Non ha sbagliato praticamente nulla. Ha letto la partita così come ci si aspettava per un derby finale di Champions. Azzecca la mossq giusta quando manda in campo Marcelo. Ormai non ci sono più dubbi, è lui il più grande. Carlo Magno.

 

 

DavidMadrid

 

Al Museo del Prado di Madrid è conservata una celebre tela del Caravaggio, il “Davide e Golia”. Secondo la tradizione biblica, Golia è un gigante filisteo che minaccia l’intero popolo ebraico: nessuno sembra essere in grado di fronteggiarlo, le sue dimensioni e la sua ferocia incutono timore e riverenza. Solo il giovane Davide accoglie la sfida: non col suo esile corpo sconfiggerà Golia, bensì con l’ingegno, scagliando con la fionda una pietra sulla fronte del bestione. In seguito, trionfante sul suo corpo, sguainerà la spada del nemico e lo decapiterà. Pur non essendo esattamente un inno alla non-violenza, questo racconto biblico sottolinea quanto gli esiti di una battaglia non siano scontati.

 

Entrambe le squadre di Madrid, prima di fronteggiarsi nella finale tutta spagnola di Champions League, avranno fatto due passi nel museo della loro città. Diego Simeone avrà preso il quadro del Caravaggio come modello per il suo Atletico, squadra coraggiosa e tatticamente splendida; Carlo Ancelotti, sulla sponda Real, lo avrà invece considerato un monito, nonostante l’evidente superiorità tecnica, a non considerarsi vincitori in anticipo, senza lottare sul campo.


Risultato
Mar 29/04/2014
bayern
0
4
real madrid
BayernMonaco
Real Madrid





90' C. Ronaldo
34' C. Ronaldo
20'Sergio Ramos
16'Sergio Ramos

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il trionfo della semplicità. Dopo una gara d’andata in cui il Real aveva sconfitto di misura un Bayern apparso sottotono, era più che lecito attendersi i fuochi d’artificio all’Allianz Arena di Monaco: chiunque avrebbe scommesso su una gara pirotecnica, imprevedibile ed esaltante. E invece il Real Madrid porta a casa una vittoria storica con poche, semplici mosse che bastano ad abbattere la corazzata tedesca.

 

 


Risultato
Mer 30/04/2014
chelsea
1
3
889
Chelsea
Atletico Madrid
36' Torres




72' Arda Turan
60' Diego Costa
44' Adrian


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Chi ha fatto trenta può far trentuno". 

Il significato di questa espressione coniata da Papa Leone X è noto ai più. Sicuramente ne sono a conoscenza Mourinho e Simeone, i cui sproni durante i concistori del pre-gara sono stati dominati da un comune leitmotiv : "Non possiamo arrenderci adesso". 

Le due squadre che si affrontano in questa semifinale di Champions si sono spinte oltre ogni aspettativa di inizio stagione, sono in corsa per vincere i rispettivi titoli nazionali e non sembrano intenzionate ad allentare la tensione. 

Il dilemma dell'incontro risiede nel fatto che le due formazioni condividono il principale punto di forza: l'abilità psico-tattica dell'allenatore. Come ha ben evidenziato la gara di andata (0-0), in questi casi  si rischia la paralisi del match. 

La posta in gioco è troppo alta per poter badare allo spettacolo? Forse sì. Eppure, tutto dipende da cosa si intende quando si scomoda il termine spettacolo in riferimento al calcio: la tattica, per un appassionato, può essere spettacolare.

Il Real Madrid e Ancelotti attendono intrepidi, l'avversario che li separa dalla decima è qui.

In casa blues  non recupera Cech, Oscar siede in panchina e Azpilicueta viene schierato a sorpresa tra i tre che hanno il compito di sostenere Torres. Mou opta per un atteggiamento guardingo. Pesantissima l'assenza di Lampard in mezzo al campo.

L' Atletico si presenta con la novità Tiago che prende il posto dello squalificato Gabi, Arda Turan preferito a Raul Garcia e Adrian come seconda punta al fianco di Diego Costa.

 

 

 

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