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Calcio estero

 

 

 

Lui, lei, l’altro. Gli habitué del piccolo schermo dei primi anni ’90 sentiranno un brivido correre lungo la schiena. Ma tranquilli, nessuno ha intenzione di riportare in auge vecchi programmi trash della tivù italiana. Il palcoscenico stavolta è la Spagna, e i contendenti sono Real, Barcellona e Atletico Madrid. Già, perché i “colchoneros”, nelle vesti (quasi) inedite dell’ «altro», hanno creato – e stanno creando – non pochi grattacapi ai primi due. Tra moglie e marito non mettere il dito, recita il proverbio. Specie se già la coppia in questione litiga da una vita. I rojiblancos, con una stagione fenomenale, hanno rotto l’idillio ed ecco che la finale di Copa del Rey di domani sera, che pur ristabilisce per una notte l’equilibrio storico del “Clasico”, mette in campo due contendenti sciupati, sfibrati, arrabbiati. Da una parte il Real di King Carlo, che per tenere il passo dei cugini madridisti è costretto agli straordinari, con un Cristiano Ronaldo che tira e tira alla fine si è fatto male e non sarà della partita; dall’altra, un Barça in piena crisi d’identità, a quattro punti dalla vetta della Liga e fuori dalla Champions League. Per colpa di chi? Nemmeno lo stiamo a dire. L’uscita ai quarti dall’Europa ha creato un bel po’ di scompiglio in terra catalana, e la sconfitta con il modesto Granada lo certifica. In realtà la crisi blaugrana è sintomatica di un cambiamento generale: la squadra sta facendo la muta, e scrollarsi di dosso il peso dell’era Guardiola non è impresa semplice. Simeone e il suo Atletico hanno messo a nudo tutti i problemi dei ragazzi di Martino, certificandone tutto il lavoro necessario ad arrivare dove si vuole. Sempre che qualcuno abbia davvero un’idea di dove andare.

 

 

Forse, a 4 giornate dalla fine, la Premier League 2013-2014 ha il suo padrone.

Il Liverpool batte il Manchester City 3-2, con gol decisivo di Philippe Coutinho, e si porta a quota 77 punti, +7 sul City, che ha sempre due partite in meno ma non è più capolista “virtuale” della Premier, e +2  sul Chelsea, che regola 1-0 lo Swansea con rete dell'eroe di Champions Ba

Deciderà la Premier lo scontro diretto Liverpool-Chelsea in programma fra due settimane in casa dei Reds.

Certo che il Liverpool visto oggi, eccezion fatta per quei dieci minuti di buio pesto fra il 55' e il 65' nei quali il City con Silva e con l'autorete di Glen Johnson ha recuperato i due gol segnati nel primo tempo da Sterling e Sjkertl, è la logica favorita per il titolo.

Aggiungasi che il Chelsea è ancora in corsa per la Champions e il City ha perso forse per tutto il resto della stagione il suo uomo simbolo Yaya Tourè, uscito per un infortunio dopo 18 minuti.

Lacrime e sorrisi ad Anfield, il silenzio assordante del ricordo e poi il boato di gioia finale. 

Memoria, commozione, paura quando il City rientra in partita, e poi la gioia finale.

Tanti sentimenti diversi in questo pomeriggio nel Merseyide per un Liverpool che batte il Man City e, a 4 giornate dalla fine, della Premier sa di essere padrone del proprio destino.

25 anni dalla strage di Hillsborough, dove prima della semifinale di Fa Cup fra Liverpool e Nottigham Forest 96 persone, schiacciate nella calca, persero la vita, e fra questi il cuginetto del capitano del Liverpool Steven Gerrard.

In tribuna moltissimi famigliari della vittime e un “You'll never walk alone” cantato da tutto lo stadio, pieno di significati, anche extra calcistici.

 

marco reus

 

 

È lecito chiedersi quali pensieri abbiano percorso la mente di Guardiola alla vigilia della gara di oggi. In effetti, sarebbe interessante poter domandare a qualsiasi allenatore quali parole userebbe con i suoi ragazzi prima di una partita del genere, in un contesto del genere. Perché anche un super classico del calibro di Bayern Monaco-Borussia Dortmund, con tutta la rivalità del caso e il palcoscenico (come sempre) vestito a festa, può svuotarsi d’interesse se hai già vinto il campionato dei record e aspetti impaziente di giocare una semifinale di Champions League contro il Real Madrid. Senza considerare la DFB Pokal, la coppa di Germania, per quello che, potenzialmente, può tradursi nel secondo triplete di fila. Suggestioni da mal di testa e formicolio alle mani. Ecco dunque spiegato il grattacapo con cui deve aver avuto a che fare il caro Pep, che per tenere incollati alla partita i suoi ha messo in campo una formazione pressoché tipo, svuotata giusto di Thomas Muller. Poteva bastare? Forse. Mettiamoci anche che il Bayern non sconfigge il Dortmund in una gara di campionato casalinga dal lontano 13 febbraio 2010 ed ecco miracolosamente spuntare qualche freccia all’arco di Guardiola. Forse.

 

 

Weekend di calcio internazionale trascorso senza grossi scossoni: hanno vinto tutte le grandi sia in Premier League che nella Liga, lasciando immutata la classifica rispettivamente a cinque e sei giornate dalla bandiera a scacchi.

Oltremanica vince, ma non senza soffrire, il Liverpool di capitan Steven Gerrard, che passa sul campo del West Ham grazie a due rigori del capitano; il secondo, in Italia avrebbe dato vita a uno “Speciale moviolone” del Processo del Lunedì, della durata di quattro giorni.

Ma tant’è, i Reds conservano la prima posizione a +2 sul Chelsea vittorioso in casa contro lo Stoke City per 3-0, grazie ai gol del neoacquisto di gennaio Salah,  Lampard e alla prodezza dal limite del brasiliano dalla chioma afro Willian.

Vince anche il City di Pellegrini, terzo a -4 dai Reds, con le sue solite due partite in meno. 

4-1 al Southampon e gioie individuali per  Tourè, Nasri, Dzeko e Jovetic.

E domenica c’è la prima finale della Premier League 2013-2014.

Ad Anfield Road Liverpool-Manchester City. 

Se il Liverpool vince è davanti al City e quindi sa che vincendole tutte è Campione d’Inghilterra. Il City, almeno teoricamente, andrà ad Anfield con due risultati su tre confidando nei recuperi contro Sunderland e Aston Villa e nel calendario non proprio proibitivo.

Il Liverpool ha dalle sua le nove vittorie di fila, ed il fatto che ad Anfield dovrà recarsi fra due domeniche anche il Chelsea di Mourinho, terza pretendente al titolo.

Sarà la sfida fra i due migliori attacchi della Premier (90 reti fatte per i Reds che attentano quota 100, 84 per i Citizens), e sicuramente nessuno dei due team scenderà sul prato di Anfield a fare le barricate.

 

 

 

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